lunedì 9 giugno 2014

DOLOMITI EXSTREME TRAIL - 7 GIUGNO 2014

Sabato 7 giugno  nella prima giornata di vera estate, le magnifiche dolomiti della Val Zoldana hanno ospitato i Trailers impeganti nella 2ª edizione della DolomitiExstremeTrail.
Ancora tanta neve presente lungo il percorso, tanta da impedire anche quest'anno di effettuare il percorso completo passando anche lungo il sentiero TIVAN.


Ma il cambiamento di programma non ha sicuramente diminuito la bellezza e la durezza di questa gara fantastica.





Presenti al via i nostri soliti irriducibili:

Walter  Bessega
Garbiele Gallo
Massimiliano Tebaldi
Massimo Marini

Walter causa una giornata "no" ha preferito dire stop in anticipo e lasciare la gara.
Gabriele conclude in 19ª posizione assoluta con un tempone di 7:17:15 "UN GRANDE"

Massimiliano anche se alle prese con un elemento non molto familiare, la neve, caparbio come al solito conclude la sua gara stanco ma molto soddisfatto!!!

Per quanto mi riguarda divertimento a mille, percorso di gara e giornata fantastica  mi hanno consentito di migliorare il tempo dell'anno scorso.

Di seguito la cronaca della gara di Massimiliano:



DOLOMITI EXSTREME TRAIL 7 giugno 2014

Dolomite Extreme trail 2°edizione. Una gara che mi ha lasciato un bel ricordo, un percorso da 10° e lode , bellezza e durezza, 53 km in origine alla fine 55 km, con cambio percorso che oramai sta diventato un classico, troppa neve per venire giù dal Tivan, quindi si passa sotto e si guardano le  cime con il naso all'insù.
Le dolomiti , spettacolo che la natura ci offre , basta aver rispetto di queste montagne , conservarle, esserne gelosi, proprio come gli abitanti del posto, così  orgogliosi di questi posti.
Si preannuncia una gara di tutto rispetto, il  ricordo della fatica nella 1° edizione, oramai è sbiadito, sono qui per rinnovarlo. Nottata passata a dormire in macchina, Io Massimo e Walter, tutti e tre con questa strana passione . Una passione, che si rinnova ogni volta, che ti fa fare nottatacce e alzatacce. Mi ritorna in mente quando in macchina , giusto un “paio d'anni fa”....., ci dormivo dopo una serata in discoteca, ora ci dormo per gareggiare...però forse lo spirito, solo quello , si è ancora conservato intatto....” o così mi piace credere...... ogni tanto è bene darsi qualche “pacca sulla spalla”.....
Partenza alle 5,30, corsa numerosa per essere un trail , corsa che purtroppo sta risvegliando o avvicinando interessi...speriamo che non prenda questo “virus”, il trail ancora oggi, è un mondo semplice, senza troppe luci e fanfare, bello per questo.
Si parte, partenza un po' variata in questa edizione.
Parto con il mio ritmo, come sempre , solito obbiettivo arrivare e divertirsi. Massimo mi scappa in avanti e con lui un'altro “amatorino di trail” Gabriele Gallo, tutti e due alla fine faranno dei gran tempi con Gabriele che chiude in 16 posizione,..... Grandissimo!!!!
Primo obbiettivo, 1° ristoro dopo 14 km, al passo Duran.
Sto discretamente, nonostante il carico di km e nonostante un giro in montain bike del Giovedì, non sono abituato alla bici e pago un leggero “pegno”, corro senza troppe difficoltà.
Come sempre mi guardo intorno, come sempre cerco di nutrirmi del paesaggio.
Si corre in un rumore di respiri affannati e bastoncini che battono sul terreno in maniera cadenzata.
La strada si impenna , ci si scalda, comincia la giostra.
Tratti con neve da passare , tratti piccoli e neve dura, un po' scivolosa, si continua a spingere.
Arrivo al passo Duran discretamente, piccolo stop e si riparte, si va verso ad uno dei tratti più duri, il Grisetti. Il sole sta spuntando, un sole ancora fresco, piacevole. Grisetti ci siamo, pendenza allucinante, qualcuno dice il 22%, non so sia giusto o sbagliato, ma poco importa, tira e tira tanto. Una linea in cielo.
Arranchi, ti aiuti a salire con le mani, cerchi di trovare un ritmo, di non fermarti, altrimenti la salita diventa un calvario. Siamo partiti da poco, siamo ancora in forze.
In alto la neve, salendo la neve...... attenzione. Arriviamo sopra e passiamo sotto le cime , giriamo intorno. La neve è sempre presente, in alcuni tratti insidiosa. Ora si scende, discesa come la salita, la pendenza è la stessa, e la neve molto di più. Faccio difficoltà a stare in piedi. In ogni punto critico , volontari , tanti e sempre disponibili, un paese al servizio di una corsa....Bravissimi.
Cerco di scendere senza andare giù. In alcuni punti uso la tecnica “slittino”, senza slittino però , con il culo a scivolare giù , fino a quando il cumulo di neve  in basso, ti ferma. Si fa attenzione, almeno io la faccio. Sono prestato alla montagna , non ho una grande esperienza, la sto vivendo ultimamente, la sto scoprendo, no ho ancora una grande padronanza, la sto costruendo.
Discesa ripida, neve alta , una corda ad aiutarci. Tento di scendere e attaccarmi , rubo con gli occhi la tecnica a chi è esperto più di me, corro con i talloni in modo di frenare la mia corsa, ma le scarpe non tengono, mi ritrovo a terra una ventina di volte, sbatto con la chiappa contro  un sasso, mi fa male,  più di una volta  la gamba mi si incastra, rallento, non arrivo primo comunque, è pericoloso, il mio obbiettivo è arrivare sano, uso la tecnica dello slittino , mi attacco alla corda è giù di culo.
Arrivo a pecol con un bruciore dietro alla coscia , mi da fastidio correre, mi guardo sono a carne viva, la neve ha lasciato il segno, con i pantaloncini corti , la neve sulla pelle  a fatto danni. Corro male, il pantaloncino si attacca alla ferita ,mi da fastidio, corro male.
Risaliamo la pista da sci per arrivare sopra agli impianti di alleghe. La salita tira ma e quasi tutta nel bosco, il sole oramai è spuntato con prepotenza e l'ombra ci regala un po' di sollievo.
Sopra il paesaggio è stupendo , ecco perché corro , ecco perché faccio queste gare, mi do una risposta alle mie tante domande che mi hanno perseguitato in discesa nella neve e nelle salite  mozzafiato.
Le dolomite Innevate , con le loro chiazze di verde e di roccia.
Un sole che le fa risplendere,le esalta, sembra che si siano messe l'abito della festa per noi concorrenti , stanno sfoggiando la loro bellezza con civetteria, ti conquistano, ti rapiscono, ti appagano......Bello !!!!!!!
Ristoro del 29 km, le gambe sono dure la neve ha fatto il suo effetto, la ferita brucia, se penso troppo dico stop.....riparto. Prossimo obbiettivo passo staulanza. Si va su e poi si riscende giù.
Salita , si sale si sbuffa, le gambe e le caviglie sono sotto stress.
La neve è ancora presente su qualche tratto.
Staulanza , 37 km fatti , accoglienza ottima, con birra al ristoro, la guardo , mi tenta, faccio l'indifferente e continuo.
Si va verso il monte Punta, tristemente famoso come colpo di grazia, prima però si risale e si riscende.
 Un cartello ci avvisa che se vogliamo piangere di farlo subito altrimenti non ci sarà più tempo, l'organizzazione oltre che ottima è anche spiritosa.......
Discesa verticale, dritta giù , una corda come aiuto. Mi aggrappo e vado giù controllato , passaggio durissimo, soprattutto per i km che hai sulle gambe.
45km ultimo ristoro, ci siamo Profumo di arrivo, riparto.
Solito cartello prima dell'agonia Monte Punta, salita infernale, ancora più difficile per la neve che ti
fa scivolare. Testa bassa , corpo in tensione, muscoli chiamati tutti al servizio della causa , si sale via un passo  dopo l'altro, si sale. Arrivo su sfatto. Sopra ,vista che ripaga di tutto il sudore perso, spettacolo, giornata limpidissima, vista da ricordare. Ora si scende ultimi 7-8 km di discesa , si corre verso l'arrivo verso l'arco, arrivo stra cotto ma soddisfatto , gara dura e anche pericolosa per chi come me ancora non da del tu alla montagna, ma bella , dura e bella, con la neve protagonista inattesa.....ora solito premio, solita birra......alla prossima

Massimiliano Tebaldi


mercoledì 4 giugno 2014

TRAIL DI ANNECY



Domenica al Trail di Annecy Paolo Pajaro ottiene un'altra vittoria.
Conquista infatti il 1° posto di categoria e un ottimo 23° posto assoluto.
Lisa invece causa una giornata poco favorevole ha deciso di fermarsi.

Queste le foto della premiazione
















































venerdì 30 maggio 2014

LISA E PAOLO TRA I FAVORITI AL TRAIL DI ANNECY



Quest'anno Paolo e Lisa sono proiettati sulle gare all'estero. Infatti, dopo la recente trasferta alla Transvulcania all'isola de Las Palmas, Sabato e Domenica saranno impegnati alla Maxi Race ad Annecy in Francia, gara in cui vengono dati tra gli atleti favoriti.

Questo si legge su Generation trail:

“Annecy questo fine settimana per 5000 traileurs!

Dopo la cancellazione dell’edizione 2013 viste le condizioni meteo pessime, l’edizione 2014 si svolgerà in un tempo molto primaverile (cosi almeno dicono gli organizzatori) … che permetterà ai partecipanti di godere della bellezza dei paesaggi di questa regione della Haute-Savoie. Circa 5000 gli atleti

Sulla Maxi-Race 86 km (5300m D +), evento principale del weekend, ci sarà il Campione del Mondo Trail 2013 Ricky Lightfoot , Urs Jenzer , Paolo Barnes , Thomas Andersen , Uli Calmbach , Xavier Thevenard (vincitore del UTMB 2013), Sébastien Spehler (Champion de France Trail lungo 2013 e vincitore di quest’anno del Trail del Ventoux, la Forti Trail Besançon Lione Urbano Trail) , Julien Chorier, Fabien Antolinos Patrick Bringer, Sylvain Corte , Adrien Séguret , Thomas Saint Girons , Aurélien Collet, Yann Curien, Clément Petitjean , Julien Jorro , Emmanuel Ripoche Alexander Daum, Patrick Rey, Martinez Mathieu , Patrice Pajean, Laurent Brochard, Nicolas Martin, Eric Camp, Aurélien Dunand-Pallaz Stéphane Begaud Benedetto Girondel Florian Neuschwander, Julien Coudert, Stefano Ruzza, Grégoire Millet, Leo Bechet, Anthony Gay, Olivier Darney … e le donne

Alla partenza: Caroline Chaverot ,Juliette Benedicto, Lisa Borzani, Aline Grimaud, Laureline Gaussens Yulia Baykova Valerie Boitte, Aude dieta, Simona Morbelli, Katia Fori, Céline Gros, Virginia Oliveri, Anne Valero , Gaelle Giot, Amandine Guerdoux, Magali Juvenal …
Nella Marathon 43km (2800m D +), i favoriti saranno tra gli uomini: Alexis Traub, Adrien Michaud, Clovis Dalban Moreynas, Aurélien Brown, Yoann Mougel Roberto Beretta, Thierry Chatron … e in ragazze : Stephanie Duke, Cinzia Bertasa Giuliana Arrigoni, Stephanie Curty ..
 
Sul XL Race 87 km (5300m D +) due giorni, suivera: Diego Pazos, Gael Reynaud, Gaëtan Olivier, Maxime Durand, Yann Noury, Olivier Savoia Samuel Bonaudo Vincent Viet, Damien Vaugoyeau, Paolo Pajaro … Sandrine Motto-Ross, Marlene Cugnet, Laurianne Foulet-Moreau, Marielle Assel In programma, la Razza Femina 15 km al 100% femminile e 15 km Trail scoperta.”


Grandissimi.... siete i più forti!!



lunedì 26 maggio 2014

25 maggio 2014 - VIBRAM TRINCEA TRAIL



 
Ieri Paolo e Lisa hanno partecipato al VIBRAM TRINCEA TRAIL, altra gara importante per Lisa in quanto gara obiettivo del Team VIBRAM.
Infatti Lisa non poteva deludere il proprio Team e ha conquistato il 1° gradino del podio della Categoria Femminile e il 28° posto assoluto.
Paolo, che non ama particolarmente le gare corte, ha colto l'occasione per un buon allenamento e si è piazzato comunque al 44° posto.




domenica 25 maggio 2014

SABATO 24 MAGGIO 2014 - GRAN RADI DELLE PREALPI TREVIGIANE - RAID DEL COL VISENTIN


Sabato 24 maggio 2014, Fabrizio Amadio, Massimo Marini e Massimiliano Tebaldi pronti al via del Gran Raid delle Prealpi Trevigiane.
Percorso a dir poco favoloso, coronato da una giornata stupenda che ha messo in luce la bellezza delle Prealpi Trevigiane.
Percorso veramente duro, salite interminabili ripidissime hanno messo a dura prova la resistenza dei trailers impegnati in gara.


Mentre Mirella Pergola e Gabriele Giraldo hanno corso il Raid del Col Visentin, gara più breve ma comunque con percorso duro e difficoltaoso sia in salita che in discesa. Mirella comunque riesce a classificarsi 5ª assoluta. GRANDISSIMA COME AL SOLITO!!

Clicca quì per vedere la galleria delle immagini

Di seguito la cronca della gara di Massimo e Massimiliano:



24 maggio 2014 "GRAN RAID DELLE PREALPI TREVIGIANE"

Pronti si riparte per un'altra avventura, un altro viaggio. Questa volta siamo sulle Prealpi Trevigiane, le montagne più vicine a casa. Il Gran Raid delle Prealpi Trevigiane ritorna a solcare il panorama del Trail dopo alcuni anni di assenza.
72 Km per 4500 D+, il percorso si preannuncia tosto, ma non è sufficiente per farci desistere. Io, Massimiliano e Fabrizio siamo gli unici tre che si schiereranno al via del ns Gruppo, perchè i due Gabriele (ndr Giraldo e Gallo) hanno avuto un contrattempo dell'ultimo minuto che gli ha impedito di poter partecipare alla gara.
Si riprende con le levatacce, si perchè io e Massimiliano abbiamo fissato la partenza alle 3 del mattino, per essere in orario alla partenza della navetta che ci porterà a Segusino paese da dove ha inizio il Gran Raid.
La giornata si preannuncia splendida, già dal sorgere del sole si inizia ad intravedere un bel cielo limpido.... speriamo bene per il caldo.
Alle 6.30 siamo già in zona partenza, affardellati del nostro solito materiale che ci peserà sulle spalle per tutta la durata della gara. Lo speaker sta già facendo "casino"..... il mitico Geronazzo che ormai è diventato punto di riferimento in tutte le gare Trail della ns Provincia.
Alle 7 in punto si parte, inizia questo nuovo viaggio....... la testa è completamente sgombra...... cerco di pensare solo alla corsa...... e alla bellezza dei panorami che mi circondano.
La prima parte di gara è abbastanza scorrevole, si va via veloci...... cose che un po' mi impensierisce perchè io odio le gare dove si deve correre tanto, preferisco di gran lunga le salite ripide e le belle discese tecniche!!!!
Ben presto ci ritroviamo in quota e si inizia a vedere la linea dove si snoda il percorso, le creste delle Prealpi Trevigiane, chiuse alla fine dal Col Visentin, ben visibile per l'obrobrio di antenne varie che fanno bella vista proprio sulla cima, deturpando uno scenario magnifico che ti circonda a 360°.
Sto tenendo un buon ritmo, le gambe per adesso rispondo ancora bene, il percorso è magnifico, segnalato alla perfezione, direi in modo maniacale...... i volontari sono numerosissimi e sono presenti in tutti i punti chiave dove si potrebbe sbagliare strada, pronti ad indicarti simpaticamente il giusto sentiero da prendere.
Scorrono i chilometri, scorrono le ore.... finalmente il passo Praderadego, finalmente il ristoro. Breve sosta per riprendere fiato e riempire le borracce e si riprende la marcia..... Mi aspetta la salita al Col dei Moi...... appena attraversata la strada asfaltata si inizia a salire..... a salire di brutto.
Le gambe spingono sul terreno e le braccia sui bastoni.... cerco di aggrapparmi a quello che posso perchè si sale quasi in verticale....... imposto il passo che resterà costante fino alla cima.... stramaledisco il momento in cui ho deciso di fare le gare trail....... ma poi alla fine sono felice perchè questi sono i percorsi che mi piacciono di più, quelli dove devi sfiancarti per raggiungere la vetta salendo verso il cielo!!!!
Raggiunta la vetta vengo ripagato da una vista magnifica.... anche se il fiatone mi impedisce ancora di poterne godere a pieno......
Continua il viaggio..... il percorso offre di tutto, dalla salita super ripida, al sentiero velocissimo che scorre in costa lungo il pendio della montagna, la discesa tecnica, aimè i lunghi tratti veloci su strada forestale, i magnifici tratti in cresta....... BELLISSIMO!!!
Finalmente arrivo alle pendici del Col Visentin..... ancora poco per la vetta..... un rapido sguardo all'altimetro..... segna 3300 m di dislivello macinati fino ad ora..... ne mancano ancora 1200..... qualcosa non torna??? come possiamo salire direttamente alla cima, da dove poi parte il sentiero in discesa che conduce all'arrivo, quando manca ancora così tanto dislivello da fare????
Il dubbio viene immediatamente chiarito da un volontario che si trova con un gazebo all'incrocio della strada che porta alla cima.... ha un mini ristoro solo con acqua.... gli chiedo se sulla cima ci sia il ristoro vero e proprio..... lui conferma e io, non badando ai metri di dislivello mancanti all'appello, decido di ripartire subito per la cima...... i pochi neuroni che si trovano praticamente in anossia mi dicono che devo salire, mentre il volontario mi indirizza verso un strada forestale che scende...... io lo guardo quasi a volergli dire ma sei sicuro???? e lui in dialetto misto bellunese/trevigiano mi dice di scendere.
Sono rimasto malissimo...... ma come?? la cima è la a portata di mano e mi fate scendere per chi sa dove?? Dopo la doccia fredda cerco di riprendere la concentrazione. Faccio due calcoli e mi rassegno al fatto che in qualche modo devo ancora spiattellarmi una bella salita da 1200 m..... c'è poco da fare!!!!
Si scende...... il sole è a picco..... si scende ancora..... incrocio una volontaria ferma vicino ai ruderi di una malga che mi saluta e mi fa segno di scendere ancora..... finalmente!!! un volontario con la sua fuoristrada parcheggiata in modo da impedire il passaggio mi indirizza all'imbocco di un sentierino che si intravede a malapena. Prosegue leggermente in costa...... ma c'è ancora qualcosa che non torna.... da li non si può salire verso la cima perchè la strada è sbarrata da salti di roccia verticali...... infatti il sentiero continua in costa ad aggirarli e...... purtroppo continua a scendere... mi rendo conto di essere in crisi..... devo cercare di riprendere la concentrazione... tanto prima o poi bisognerà per forza salire alla cima...... si ma quando???
FINALMENTE!!!! il sentiero arriva ad un bivio dove puntualmente è presente un volontario che mi indica di salire e cerca di confortarmi dicendomi che mancano ca. 1,5 Km alla cima...... imbocco il sentiero che subito si presenta praticamente verticale.... sale nel bosco all'ombra fortunatamente...... inizio a salire..... i movimenti sono sempre gli stessi ormai da questa mattina..... avanti i bastoni e su spingendo sulle gambe e sulle braccia.... il passo è regolare e cadenzato dal fiatone che si fa sempre più forte man mano che mi arrampico lungo il pendio.
Lo sguardo piantato per terra....... ormai dovremmo essere quasi al 60° Km..... la consolazione è che questa è l'ultima salita e poi finalmente ci sarà la lunga discesa di 10 Km che porta fino all'arrivo.
Salita..... ancora salita..... finalmente sono fuori dal bosco..... finalmente vedo le antenne della cima.... finalmente!!! capisco che manca ancora una vita...... la salita non molla..... la pendenza e durissima..... le antenne sono sempre la non si avvicinano di un metro..... davanti a me altri due trailers che arrancano ca. un centinaio di metri più avanti.......
Imbocco l'ultimo tratto di cresta che porta alla cima... ancora 200 metri ed è fatta.... arrivo al ristoro che mi sembra un oasi nel deserto.....
Breve sosta, rifornimento di liquidi e riparto subito..... ormai bisogna finire questa gara fantastica e dura.... veramente dura.....
Dal ristoro si scende brevemente e dopo una serie di scollinamenti si imbocca la discesa.... da adesso si va già diritti fino all'arrivo.....
Come da prassi, il sentiero è ripidissimo, solo che adesso si scende.... le ginocchia e i quadricipiti  iniziano ad urlare.... la discesa sembra non finire mai...... non ci sono curve...... sentiero che scende in verticale..... si perdono centinai di metri di dislivello in pochissimo tempo....... in basso si vede il lago di santa Croce puntinato di barche a vela che si muovono sul pelo dell'acqua.....
Ci siamo.... finisce il sentiero che si innesta in una strada forestale..... ancora qualche chilometro e finalmente l'arrivo...... bellissimo l'ultimo tratto che porta al gonfiabile dell'arrivo..... è un ponticello che passa sopra ad un laghetto con alla fine decine di persone che ti incitano...... taglio il traguardo...... è fatta... ancora una volta il viaggio è finito..... ancora una volta la fatica è stata premiata con la soddisfazione di aver concluso una gara così bella!!!!
Aspetto Massimiliano, perchè di rito dopo una gara trail ci vuole la meritata birra che ci godiamo ridendo e scherzando, ripercorrendo i vari tratti di gara che ci hanno fatto penare!!!!
Giornata finita.... festa finita... pronti per la prossima avventura e...... BUONA CORSA IN SALITA E IN DISCESA!!!

Massimo Marini




GRAN RAID DELLE PREALPI TREVIGIANE


Gran Raid, gran trail, ultratrail 72km con 4550 dislivello positivo, forse qualcosa in più, forse qualcosa in meno. Un viaggio, un Avventura con l ”A” maiuscola. Una di quelle gare che lasciano il segno, da mettere via nei ricordi. Per me forse un azzardo, per il mio grado di allenamento, per la mia preparazione una scommessa, ma gli azzardi alcune volte riescono e quando riescono si ricordano. Si maledicono mentre li fai, mentre sei li a spingere o scendere, ma alla fine ti lasciano qualcosa in più..... un motivo per farne un altro.
Partenza sabato all'alba, alle 3, quando qualcuno rientra da qualche “serataccia”, noi partiamo.... noi siamo io e Massimo, direzione lago morto a fadalto Vittorio Veneto, dove concluderemo, speriamo, le nostre fatiche, per dirigersi con navetta a segusino... dove inizieranno.
Solite facce da trial, solo espressioni pre gara, soliti cenni di saluto. Il trail è uno sport duro, di poche parole, io amo definirlo uno sport contadino, uno sport antico, dove l'esaltazione della fatica
è la sua caratteristica, dove la natura con la sua bellezza è la parte principale. Il trial è arrivare in cima ad una vetta, la mattina presto, con il vento che ti entra dentro, con la nebbia che gioca a nascondino, con il sudore che si gela, con la montagna che si sveglia, trovare la via, guardarti intorno, scendere per una discesa disconnessa, cogliere i particolari, sentire il profumo del campo, il trial è voglia di vedere, di scoprire, di capire i limiti, di lavorare per andare oltre, arrivare un po' più la, un poco solo, un poco alla volta.
Segusino, Alex Geronazzo ci da il benvenuto, speaker d'eccezione. Non siamo molti, meno di duecento. Facce note, facce da Trial.
Ore 7,00 si va, via viaggio iniziato.
Partenza tranquilla, primi km a basso regime, al minimo, il viaggio è lungo.
Scruto il posto, non lo conosco, o per lo meno non lo conosco bene.
Si comincia a salire e con la salita, sale anche la temperatura. Massimo parte avanti, sta bene è in forma, alla fine mi “svernicia di brutto, mano e contromano” grande Massimo. Comincia l'adattamento del corpo alla fatica, gli dai il benvenuto, lo prepari per quello che verrà, un po' alla volta senza strafare, oggi sarà lunga, tante ore di strada, tante ora di corsa. Si sale e le pendenze aumentano. Tratti di prato in cielo da scalare a testa bassa, ginocchia piegate e schiena dritta, su a domare la pendenza, a trovare la prima cresta, dove poter correre un po'. Giornata di sole, che sta prendendo confidenza, sole che più avanti si farà sentire.
In alto, silenzio, solo i nostri affannati respiri rompono questo incantesimo. I volontari sono li sempre presenti, ci sono in tutti i punti critici, in tutte le deviazioni, bella organizzazione, bella accoglienza, belli sorrisi.... Grazie. Lo spettacolo in alto è di alta qualità, panorami da incorniciare, da raccontare. Ogni tanto alzi lo sguardo per vedere cosa ti aspetta, per capire dove si va, per vedere cosa c'è più avanti.
Si scende, si va giù, discesa di prato, discesa soffice. Si scende per poi risalire in vetta, questo sarà il tema della giornata, salite verticali e discese girate all'opposto, in mezzo tratti dove puoi correre un po', per “scioglierti le gambe”. Ogni volta che scendi in picchiata, il pensiero va alla salita successiva, più si scende più si risale. All'interno del bosco, solita pace che accompagna la tua corsa, le tue scarpe sbattono sul terreno, rompono l'equilibrio. Solo noi andiamo di fretta li in mezzo a tanta tranquillità, noi ci muoviamo con frenesia, siamo curiosi, esaltati, vogliamo al più presto finire, vedere la prossima tappa. Corri verso la fine guardandoti intorno, cercando di memorizzare il più possibile quello che vedi, quello che senti, quello che respiri. Piccole cose che messe insieme fanno il tuo viaggio, la tua gara. Ognuno ha il suo viaggio, ognuno memorizza i suoi particolari, ognuno con il pensiero rivive qualcosa, ognuno traccia il suo obbiettivo, stesso percorso ma viaggi diversi.

Una gara di trial è una buona occasione per stare con te stesso, con i tuoi pensieri, per rivedere la tua vita, per ricordare, per riflettere, dentro a quel viaggio non ci sono solo chilometri e tempo, ma un pezzo di te, ogni viaggio ti arricchisce di qualcosa, qualcosa di diverso.
30 km discesona tra sassi, giù a tutta velocità. Comincio a soffrire un po', si sentono i km.
Rifiato, rallento non spingo al massimo, cerco di gestirmi.
Si risale, salita impegnativa. Ora fa caldo, si continua. Si ritorna su, in alto, salgo creandomi qualche riferimento, mi creo obbiettivi volanti, faccio fatica ma continuo. In alto è bello, campi, con saliscendi che uniscono le vette, sotto il bosco. Corri in cresta e ti godi tutto questo. Le vette non sono alte ma il tipo di corsa ricorda paesaggi da alta montagna.
Arrivo al ristoro del cinquantesimo chilometro abbastanza provato, sto gestendo una crisi, con pazienza sto aspettando che passa. In una gara lunga la crisi arriva, il fisico ti manda un segnale che sta facendo fatica, che sta esaurendo le batterie, devi rallentare per ricaricarle, devi crederci, tenere la testa fuori dalla crisi. Parte tutto da li, la testa, se la crisi arriva alla testa hai finito la tua gara, se la testa reagisce il corpo la segue. Rallenti, cammini, mangi un po', aspetti e poi via si riparte, un po' alla volta, fino a quando riprendi a girare, senza andare fuori giri, cercando di essere costante.
55km il Visentin lo vedo, è la in alto, vicino...ma ci fanno scendere giù... brutta cosa, il Visentin lo dobbiamo fare, andare oltre, passarlo, più si scende più la salita sarà dura.
Fine corsa ora si risale, si risale con una salita che va dritta in cielo con una pendenza verticale quasi retta, senza inclinature. Primo tratto nel bosco e poi nel prato, durissima, quasi uno sky race in un ultra. Grida tutto il corpo, dalla mia bocca escono imprecazioni. Devo fermarmi più volte a rifiatare, cerco di non guardare in alto, di non vedere cosa mi aspetta, due km di sofferenza che mettono a dura prova le gambe, la testa, il corpo. Mi viene voglia di fermarmi, dire stop. Arrivo in alto strafatto cotto e bruciato. 60 km, ora ho voglia di finirla, riparto quasi subito, Discesa,12 km di discesa, ripida, giù verso l'arrivo, ho voglia di una birra, ho voglia di finire. Giù cercando di non finir a gambe all'aria, cercando di non rompere quello che la salita ha iniziato a rompere. Giù, il più velocemente giù, ho voglia di arco, ho voglia di sentire lo speaker nominare il mio nome, voglio finirla. Ultimi km in piano dove sfogo la mia corsa, dove libero le gambe. Arrivo cotto, ma contento anche questa volta ho qualcosa in più da ricordare, ora solito premio..... una birra per favore

Massimiliano Tebaldi
 


CIAO MARCELLO



Sicuramente molti di noi hanno condiviso un pezzo di strada con Marcello che 
masticava indifferentemente asfalto e sentiero, sempre con lo stesso entusiasmo 
e la stessa "voglia".
Io l' ho conosciuto durante una maratona, una delle tante nelle quali lui 
faceva il pacer delle 3 ore...poi l' ho ritrovato altre mille volte...sempre di 
corsa.


Marcello: potente, entusiasta, forte, energico, generoso, macchina da guerra o 
meglio macchina di VITA.


Marcello e la fatica: un mediano dello sport, un "sano" contadino dell' 
attività fisica che zappa senza sosta per il gusto di ciò che coltiva più che 
per il raccolto che ne trarrà.


Marcello e il suo sguardo: pulito, sincero, diretto, specchio di un animo 
coraggioso affamato di lealtà.


Marcello e la sua bici: una Graziella sgangherata che aveva il compito 
prezioso di portarlo al luogo della gara e riportarlo poi a casa...esempio 
concreto del suo vivere spartano ma estremamente arricchente.

Marcello e il suo chiamarti per nome: con lui non ti sentivi mai un "anonimo" 
, ti faceva sentire suo amico, ti pareva di conoscerlo da sempre.

Io l' ho conosciuto così.
E cosi Ti ricordero', Marcello.
 
Lisa Borzani
 
 

mercoledì 21 maggio 2014

TRANSVULCANIA 2014


Quest'anno grande appuntamento per Lisa Borzani e Paolo Pajaro alla TRANSVULCANIA all'Isola De La Palma.
Gara molto mediatica dove ogni anno si presentano all'appuntamento moltissimi dei top runners dei vari Team più quotati nel mondo del Trail.
Per Lisa la TRANSVULCANIA è una gara dove il suo Team, il Team Vibram, vuole che i suoi atleti di punta siano presenti.
Infatti Lisa non ha deluso le aspettative gestendo la gara alla grande è chiudendo con un ottima 13ª posizione.
Paolo ha conferma ancora una volta della sua grande forma ed è riuscito a concludere la gara in crescendo. L'unico problema il grande ingorgo nella prima parte di gara dove, causa l'elevatissimo numero di partecipanti l'imbottigliamento è stato inevitabile e quindi, i due nostri atleti, sono stati costretti a tenere un ritmo sottotono e correre nella polvere.

Comunque GRANDISSIMI come sempre!!!!

Di seguito riporto il bellissimo racconto di Lisa che ci narra la Sua esperienza alla TRANSVULCANIA:



Transvulcania e’…

..l’ultimo allenamento sui miei colli euganei pensando a cosa mi aspetterà: le Canarie che ho sempre sentito nominare e che ho “visto” solo sull’atlante geografico
..partire a notte fonda, dormire in aereoporto, fiondarsi con RyanAir anche se la fifa è tanta, traghettare per un tempo infinito da Tenerife a Santa Cruz de La Palma con la nausea che viene distratta dal mio primo tramonto di fuoco alle Canarie
..hotel lussuoso che qua in realtà son quasi tutti così: enormi, superdotati di ogni comfort, con colazioni a dir poco spaziali ..colazioni però intoccabili , ahimè, nel pregara!
..il briefing  in spagnolo ed inglese con traduzione simultanea del mio compagno di team.. che speriamo mi traduca giusto sennò sono fritta!
..il ritiro pettorali con coda infinita e liberatorie da firmare: ma quanti saremo domani???
..il km verticale che apre le danze dello show chiamato Transvulcania. Tantissimi TOP runner: razzi terra-aria che mi passano ad un metro di distanza!
…lo stacchetto musicale studiato ad hoc … “TRANSVULCANIAAAAA” che come lo canta e lo mima Paolo nessuno può! (con tanto di mossetta del fondoschiena ;)
..il Faro di Fuencaliente alla partenza: una bomba di luce nell’oscurità di un cielo  scelto appunto dagli osservatori per i loro studi di astronomia perché non è soggetto ad inquinamento luminoso ..tranne oggi..
..il countdown..3,2,1 sparato a mille in mezzo ad una nuvola di sabbia e di gente che ti ritrovi in un nanosecondo già in cima alla prima rampa in salita e ringrazi il Signore per esserci arrivato sano in mezzo a tutto quel can-can!
..la sabbia, la salita, la sabbia …il terreno lavico, la salita, il terreno lavico, ….i sassi, la salita, i sassi… la salita….la salita…
..Il mio primo ristoro “assistito” grazie al team Vibram che mi ha supportato in questa avventura… fa strano essere “assistita”, fa molto strano..
..i km (che mi paiono infiniti) di “piatto” che questi no, non ci volevano!…le gambe  faticano a ritrovare un ritmo decente ma il panorama qui arriva in soccorso e per lo meno alleggerisce la testa ... ma non le gambe ahimè!
..le raffiche di vento forte  sulle vette più alte… per me vento  freddo, sì ho freddo eccome!! Ma non mi dicevano che qui avrei patito un caldo infernale??? Boh…
…ANIMO, VENGA, VENGA!!… TIFO DA STADIO lungo tutto il percorso!...”Hola Chiquita!!”..che chissà perché a me quando dicevano “chiquita” mi sentivo tanto una “banana mignon”!
…il ristoro a Les Muchachos (o come si scrive non lo so) dove mi sono ingozzata di caramelle gommose alla frutta perché il picco insulinico io lo stavo proprio cercando!!
..i cactus lungo la discesa BENEDETTA che ti spara giù verso il mare facendoti zompettare allegramente tra sassi, terreno lavico, tratti di asfalto…e ti ritrovi a Lanzarote senza accorgertene!.. felice per non essere “atterrata” su quei cactus ;)
..il fiume in secca, in mezzo a grosse pietre, che devi attraversare per iniziare la risalita verso il traguardo...”ancora 5 km” mi dicono in spagnolo…”ma perché? Perché patire ancora? Non potevano metterlo qua sul mare lo striscione dell’ARRIVO?”
…i “platani”, nel senso di “bananeti” che mi accolgono nel tratto finale.. che la mente si distrae ad ammirare quel fiore rosso che spunta prepotentemente sotto al casco (o si dice caspo?) di banane … e senti quasi il sapore di quei “platani” in bocca perché è un sapore ben più dolce e più buono delle nostre  banane Chiquita!
…i “give me five” dei bimbi sul rettilineo finale…che non puoi saltarne nemmeno uno di  bimbo perché loro sono lì per  te, proprio per te... sono lì per gridarti CAMPEONA! ..e te lo dicono talmente convinti che quasi quasi ci credi!
..l’Arrivo. La fine della corsa da “mille e una notte”.  La testa che torna sulla Terra.
…il post gara: lo show che si chiude… i “coriandoli” che rimangono a ricordare che tutto questo rappresenta una grande festa e un grande spettacolo del trail… Sì, “spettacolo  e  trail”: due parole che a me sembrerebbero ripudiarsi come i due poli opposti di una calamita ma che qui a La Palma pare riescano a coesistere…
… Le riflessioni….tante riflessioni…ricordi di gara che riaffiorano nelle ore successive… i SE, i MA, gli “avrei potuto” …le istantanee che rimarranno nella mia mente…. la confusione, il can can mediatico, la parata di top runner alle premiazioni, la musica sparata,  gli “AAAAAAAARRRRRRRRIBBBBBBAAAA”  sparati a gran voce....e il mio pensiero vola  ai miei Colli Euganei, al silenzio del Monte Grande, al divertimento del Monte Pendice, ai cinghiali del Monte della Madonna, alla sobrietà del mio paesino di Villa di Teolo, al buio di certe mattine “di corsa” tra i miei  anonimi sentierini, all’albero di ciliegie  dietro casa mia che quando sono partita erano ancora verdi….è ora di tornare, voglio tornare... devo verificare se adesso le ciliegie sono mature.

Lisa Borzani