martedì 9 giugno 2015
lunedì 8 giugno 2015
GROSSGLOKNER ULTRATRAIL
NUOVA GARA ULTRATRAIL CHE SI SVILUPPA IN UN AMBIENTE FANTASTICO, POSSIBILITÀ DI SCEGLIERE DUE PERCORSI.
mercoledì 3 giugno 2015
UN SOGNO CHIAMATO TOR DES GEANTS
ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE
Ricordo che il giorno 8 giugno 2015 alle ore 20.45, presso il Centro Culturale SAN GAETANO (via Altinate n. 71 a Padova), ci sarà questo evento imperdibile "UN SOGNO CHIAMATO TOR DES GEANTS".
Ospiti di spicco:
Alessandra Nicoletti: Patron del Tor Des Geants
Lisa Borzani: medaglia di bronzo a squadre al recente Mondiale IAU di Annecy e 2ª classificata al Tor Des geants 2014
Paolo Pajaro: finischer Tor Des Geants 2011 - 2012 -2013
Matteo Grassi: Vice Direttore Spirito Trail e finischer Tors Des Geants 2014
Ricordo che il giorno 8 giugno 2015 alle ore 20.45, presso il Centro Culturale SAN GAETANO (via Altinate n. 71 a Padova), ci sarà questo evento imperdibile "UN SOGNO CHIAMATO TOR DES GEANTS".
Ospiti di spicco:
Alessandra Nicoletti: Patron del Tor Des Geants
Lisa Borzani: medaglia di bronzo a squadre al recente Mondiale IAU di Annecy e 2ª classificata al Tor Des geants 2014
Paolo Pajaro: finischer Tor Des Geants 2011 - 2012 -2013
Matteo Grassi: Vice Direttore Spirito Trail e finischer Tors Des Geants 2014
GRAN RAID PREALPI TREVIGIANE 30 MAGGIO 2015
Sabato scorso al Grand Raid Prealpi Trevigiane in gara in nostri eroi Massimiliano Tebaldi e Daniele Baroni, mentre al Raid del Col Visentin Michele Simion.
Ormai come consuetudine il grande Massimiliano ci regala questo bel racconto della sua gara.
Ormai come consuetudine il grande Massimiliano ci regala questo bel racconto della sua gara.
Gran Raid Prealpi Trevigiane
Gran raid, grande sfida. Non tanto per distanza e dislivello,
che comunque rimane di tutto rispetto, ma per come mi sento in questo ultimo
periodo. Testa piena di pensieri lavorativi, fisico svuotato, tanto stress.
Notti passate a girarsi nel letto con la leggerezza di un elefante.
Correre
con la testa immersa nei pensieri non è facile, il gesto diventa macchinoso,
privo di gioia. Si cerca di scaricare la testa, ma se ne ricava solo altro
stress per risultati che non soddisfano. Corri con il corpo scollegato, non lo
comandi a dovere, i tuoi passi non sono armoniosi. La notte prima della gara
l'ho passata a fissare il soffitto, con la mente che spaziava a quello che mi
aspettava il giorno dopo, alle soluzioni per un lavoro che si sta prendendo
troppo di me.
È
difficile concentrarsi su degli obbiettivi quando hai impulsi che arrivano da
più parti. Sfrutti ogni momento libero per allenarti, ma corri contratto senza
goderti quel gesto, quel momento che invece dovrebbe essere solo tuo, custodito
gelosamente, diviso solo con la tua voglia di andare senza troppe domande.
Mi
ritrovo in piedi senza bisogno di nessuna sveglia, con un entusiasmo che sta
sempre più svanendo. I miei compagni di viaggio, Daniele e Marianna sono alla
prima esperienza con una gara di questo chilometraggio e dislivello.
Sono
giustamente intimoriti, ma curiosi, determinati, euforici. Dal loro sguardo si
percepisce sicurezza e convinzione, faranno un ottima gara, la porteranno a
casa con le unghie affilate dimostrando carattere e determinazione.
Cerco
nei rituali pre gara un po’ di certezze. Lo sguardo di amici incontrati e
ricontrati in tante gare mi da sicurezza, mi sento a casa , nel mio mondo.
Cerco
di concentrarmi sull'immediato, su quello che succede tra cinque minuti non tra
due ore.
Stringo
i miei bastoni tra le mani cercando sicurezza. Sfoggio sorrisi da foto pregara
e mi concentro su un obbiettivo, arrivare.
La
partenza mi porta a correre in mezzo al gruppo, mi lascio trascinare dalla
scia, non siamo molti siamo circa 170, ma tanto basta per sentirsi al sicuro.
I
miei muscoli sono vuoti, sensazioni provate anche al Trail dell'Orsa. Mi
concentro su piccoli segnali che arrivano dal corpo, cerco e trovo risposte,
risposte non incoraggianti.
Scaccio
con tutta la forza ogni pensiero negativo, ma tengo gelosamente quello che
mani, gambe braccia, spalle mi trasmettono.
I
piedi si muovono con sicurezza nel sentiero che si innalza, Appoggiano tra
sassi e radici senza timidezza.
L'aria
è fresca, ma si riscalda quasi subito.
Il
primo pezzo si fa conquistare faticosamente, dopo un paio di chilometri di
falso piano. Si sale, si prende quota, si spinge scrutando la terra che finisce
calpestata dalle tue scarpe. Il bosco è umido, la sensazione di calore riempie
il mio corpo.
Impugno
con forza i miei bastoncini e spingo. Mi aiuto con qualsiasi parte del corpo,
chiamo tutti i miei muscoli a raccolta. Salire mi regala una buona sensazione
di conquista.
Tante
volte mi sono domandando perché amo il trail.... amo il trail perché è fatica,
perché ti ritorna indietro quanto investi di te stesso, ti ritorna il tuo
lavoro il tuo impegno. Amo arrivare e sentire che mi sono conquistato quel
traguardo, amo arrivare dopo essere salito e sceso con le mie forze senza
nessuna scorciatoia. Amo questo sport perché qui contano le tue gambe e il tuo
cuore, ogni metro te lo devi conquistare, non ci sono facili guadagni, non
conta essere simpatici o piacioni, non conta conoscere qualcuno, non conta
postare frasi “rubate” internet per fare bella figura e prendersi quel momento
di gloria con tanti mi piace.
Conta
solo il gesto, il tuo gesto, il tuo allenamento. Conta solo quanto sei disposto
a soffrire, quanto devi impiegare per alzare l'asticella della tua
sopportazione. Il trail è vero perché è solo un momento tuo, nessuno ti può
aiutare, ti devi aiutare.
Si
continua a salire e correre in cresta fino a raggiungere il Cesen e il primo
ristoro al 17km.
L'aria
ora è fredda. Una nebbia fastidiosa raffredda il sudore gelandolo sulla tua
pelle. Ti regala una sensazione di fastidio che si impadronisce di tutto il
corpo. Il te caldo servito gentilmente dai volontari riscalda il tuo corpo e ti
regala nuova energia.
Si
scende, si corre in discesa, le mie caviglie si dimenano tra le zolle
irregolari del prato regalando una sensazione di fastidio a tutto il corpo. Si
corre di traverso alla montagna, non è facile appoggiare il piede. Trovo un
andatura regolare che mi da sicurezza.
La
discesa in alcuni tratti diventa divertente, mi lascio guidare da quel poco di
piacere.
Risalire
è sempre la parte più dura, Col dei Moi è difficile da conquistare. Uno strappo
di 400 o 500 metri in perpendicolare.
Sto
faticando, ho difficoltà di concertazione, cerco continuamente spunti, cerco un
motivo per continuare. Mi aggrego a Sabrina che ha lo stesso mio passo.
Procediamo
insieme e ci aiutiamo a vicenda.
Altri
stappi, altre discese. Si scende rapidamente e si risale in perpendicolare.
Il
percorso è cambiato, la strada bianca che prima ti permetteva di mollare le
gambe è stata tagliata . Continui saliscendi con strappetti spacca muscoli si
susseguono. Il percorso è duro non lo ricordavo così, probabilmente perché la
mia forma era migliore.
Ultima
salita prima di giungere al Visentin. Sento che oramai è fatta, la sofferenza
sta già passando per cedere il passo alla soddisfazione.
In
alto la nebbia copre tutto, anche l'enorme antenna del ripetitore. Il mio corpo
è gelato e tuoni lontani ricordano che un temporale è in arrivo,
Si
scende rapidamente mentre il cielo minaccia ripercussioni. L'erba è scivolosa.
Qualche goccia di pioggia scende aumentando il pericolo di caduta. Cerco di
guadagnare il bosco e l'infinita discesa il più presto possibile. Discesa
bella, discesa invitante, discesa che va giù tutto di un fiato. Lascio andare le
mie gambe, le lascio correre, ritrovo piacere, mi riempio di soddisfazione.
Ci
siamo, si ci siamo ultimi chilometri in piano per arrivare al lago morto,
passare sotto l'arco e godermi il mio premio, mentre la pioggia scende con
insistenza, ma non importa più, ho conquistato la mia gloria e ho la mia birra
in mano... sono un signore, anche oggi ho vinto il mio premio..... alla
prossima.
Massimiliano Tebaldi
MONDIALI ULTRATRAIL ANNECY
Ecco l'articolo relativo al successo ottenuto dalla nostra Nazionale con la Squadra Femminile ai Mondiali IAU di Annecy in Francia, che ha conquistato la medaglia di bronzo con il terzo posto a squadre.
Il Capitano della Squadra Femminile Lisa Borzani, viene giustamente ricompensata con questo articolo:
Il Capitano della Squadra Femminile Lisa Borzani, viene giustamente ricompensata con questo articolo:
lunedì 1 giugno 2015
MARATHON RACE - ANNECY FRANCIA 30/05/2015
Anche Paolo Pajaro si è recato in terra di Francia per accompagnare Lisa al Mondiale IAU e per partecipare alla Marathon Race, una delle gare in programma in questo weekand intenso di Annecy.
Paolo chiude la sua gara 1° di categoria e 37° assoluto.
TECNICA MAXI RACE - ANNECY 30/05/2015
Sabato scorso il nostro Alberto Pandiani ha corso la Tecnica Maxi Race ad Annecy. Ecco di seguito il suo racconto delle emozioni vissute in gara.
TECNICA MAXI RACE - ANNECY
30/05/2015
Sono le sei, mi rigiro nel letto, la
corsa è terminata da appena otto ore non riesco a dormire, non riesco a
riordinare i miei pensieri e le emozioni della gara di ieri, tanta fatica
troppa sofferenza, mi chiedo se ne valga la pena per la prima volta dopo aver
tagliato il traguardo non ho pensato alla prossima sfida, ma a fare un passo
indietro a rallentare forse a fermarmi almeno per un periodo.
Ma torniamo indietro, Tecnica Maxi
Race, Annecy France, campionato mondiale di ultra trail, mi sono scritto mesi
addietro stregato da un video di presentazione alla corsa, era da tempo che
volevo provare una gara all’estero e questa mi sembrava una buona occasione.
La partenza per noi “umani” è
fissata alle cinque, alle tre e mezza partono i campioni e tra questi c’è Lisa
che farà una gara straordinaria contribuendo per prima alla conquista del
bronzo nella classifica a squadre.
Con puntualità vengono accesi i
rossi bengala che illuminano la notte di Annecy, si parte siamo in tantissimi
più di duemila, lungo il percorso non si riuscirà mai ad essere soli,
velocemente si entra nel bosco inizia ad albeggiare, non serve accendere la
frontale siamo un lungo serpentone che sale, riecheggia di continuo la
parola “gouche” serve ad indicare il lato del sorpasso da parte dei più veloci,
la salita è estenuante 18 kilometri nel bosco mai uno squarcio di panorama,
salgo senza fatica ma la testa è da un’altra parte, sono svuotato il fisico
lavora bene ma i pensieri sono tutti negativi, è subito crisi, certo dopo
quindici kilometri non è di buon auspicio.
Avanti, avanti arrivo al ristoro li
trovo conforto, riparto ora sono più sereno, inizia la discesa di quelle
odiose, sassi, radici e fango però non è male riesco a ad andare, il sole
inizia a farsi alto fa caldo devo bere di continuo, ricomincio a salire, bosco
solo bosco appena due scorci sul lago cinto dalle sue splendide montagne.
Prima del ristoro di mezza corsa,
tre kilometri di asfalto sotto una canicola micidiale, vedo che tutti rallentano
si fa veramente fatica, ma a bordo strada gli spettatori non
mancano mai di incitarti, bravò, bravò superbe è bello tanto entusiasmo
fa piacere aiuta, ricevo anche un regalo inaspettato, un cartello
dell’organizzazione indica che mancano “solo” 40 all’arrivo, il mio orologio ne
segnava 46, maledetti gps.
Si ricomincia salire, adesso ci sarà
la parte più dura della gara, tanto dislivello circa 3000 metri, due salite
cattive, ma mentre mi appresto ad entrare nel sentiero incontrò un papà con una
bimba tetraplegica, mi sorride mi incoraggia, bonne chance mi augura, mi
emoziono mi si inumidiscono gli occhi. Io che faccio tutto questo per passione
ma soprattutto per gioco mi sento piccolo dinnanzi alla loro fatica quotidiana
ai loro sacrifici. Mi riprometto che questa gara la devo finire, la voglio
dedicare a loro, al loro coraggio e allora vai, testa bassa e
spingere, ripide rampe finalmente scompare la vegetazione si scopre la roccia
si va in quota l’ Alta Savoia si mostra ed è bellissima, mi fermo cerco di
fissare nella mente queste immagini, saranno poi questi i ricordi che restano.
Si scende discesa impegnativa,
lunga, non riesco a far andare le gambe è veramente una sofferenza, ma i
kilometri passano il tempo anche capisco che oramai ci sono che adesso nulla mi
può fermare, il cielo si incendia di rosso, inizia a scendere la notte ma il
lago è li, lo vedo vorrei tuffarmi, ma devo solo pazientare, ci sono, ultimo
kilometro tra due ali di folla che applaude, i bimbi mi porgono il cinque sono
quasi le 22, è finita.
Bimba, papà questa è per voi
campioni.
Alberto Pandiani
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