domenica 30 agosto 2015

TDS - SUR LES TRACES DES DUCS DE SAVOIE


E quest'anno il bis, di nuovo pronti al via di questa magnifica gara, forse la più tecnica del circuito delle gare dell'UTMB, ovviamente esclusa la PTL. Gara molto dura che ti lascia andare tranquillo fino al 50° Km per poi dimostrarti quanto possano essere impegnative le montagne che circondano il Bianco. Salite interminabili seguite da discese altrettanto lunghe ed estremamente tecniche, sempre al cospetto di cime maestose ed imponenti. Insomma una gara che merita di essere provata una volta nella vita.
Anche quest'anno al via con l'amico Massimiliano Tebaldi. Con Lui ho condiviso questo nuovo viaggio che ci ha regalato momenti indimenticabili.

Ecco, come sempre il Suo bel racconto che ci regala emozioni dalla prima all'ultima riga.


TDS - SUR LES TRACES DES DUCS DE SAVOIE

TDS un anno dopo.
E' passato un anno, un intero anno con nuove avventure, nuovi viaggi che hanno arricchito il mio bagaglio di esperienze.
Arrivo qui, in modo diverso dall'anno passato.
L'entusiasmo da primo giorno di scuola si è un po' affievolito, ha lasciato spazio alla consapevolezza e durezza di cosa mi aspetta.
Con me sempre Massimo, compagno di viaggio e d''avventura perfetto.
Entrambi abbiamo deciso di chiudere con questa gara, le distanze lunghe almeno per questo anno.
E' come un saggio finale, dove mostrare cosa hai appreso e cosa ti è rimasto di tanto correre tra i monti.
La Valle d'Aosta è sempre un'incanto, impossibile non ammirarla per chi come noi ama la montagna.
E' una bellezza che da un senso di grandezza.
Le sue montagne sono maestose, ti guardano dall'alto con autorevolezza, ti accolgono con la loro magnificenza, con aria bonaria e pacioccona ma nello stesso tempo severa.
Non ti perdonano nulla, ti fanno sentire a casa, in sintonia con loro, ma le devi rispettare.
Sono come un genitore sempre pronto a sorreggerti, ma severo nel far rispettare le regole.
Courmayeur è un paese invaso dai trailers. La valle è in fermento.
In questa settimana una gara dopo l'altra, ti fa respirare un'aria di partecipazione che in nessun altro posto  ho travato.
Ti senti importante, ti senti “qualcuno”.
Si anche qui il dio denaro è entrato con prepotenza, dove c'è business, c'è sempre chi cerca un torna conto, ma ti rendi conto che oltre a quello c'è anche tanta passione, passione per la loro terra, per la loro valle, per tutto quello che la fa vivere.
Il Monte Bianco che sovrasta Courmayeur è spettacolare, non ti stanchi mai di ammirarlo.
La Manu che anche questa volta mi accompagna con pazienza, cerca di immortalarla nella sua macchinetta cattura ricordi, i momenti o scorci importanti di questa ennesima avventura .
Con Massimo ci dividiamo le ansie e timori pre gara. Siamo in sintonia anche in quello.
Quest'anno non è stato un granché, troppi ritiri con la spia del dolore accesso, il fisico mi ha mostrato il suo conto, questa gara è importante chiuderla, arrivare in fondo per non sentirsi da buttare via.
La vigilia come sempre è una giornata di ansie, silenzi, dubbi.
Odio le vigilie, mi mettono angoscia, mi riempiono la testa di ma e di se.
Il momento più brutto è la scelta del materiale. Quale maglia?? Quale bandana ?? Quale cappello?? Quale giacca?? E' un continuo ripensamento, fai e rifai lo zaino e alla fine ritorni sempre da dove sei partito.
La notte la passi in dormi veglia, con flash e situazioni che ti inventi ad arte..... la sveglia è una.... benedizione....
Courmayeur si alza con un popolo in movimento immerso nelle sgargianti giacche a vento che regalano un po' di colore a quel poco di buio rimasto.
Tutto e pronto per la festa, la zona di partenza si popola, Incroci sguardi che sono come i tuoi , perduti in quel che verrà, in quel viaggio che ti aspetta, consapevoli che non sarà facile, carichi di dubbi e fiducia.
Con Massimo non occorre che ci parliamo più di tanto, ormai ci conosciamo a memoria, poche parole tirate fuori a fatica. L'obbiettivo è chiaro, oggi si arriva.
La Manu mette via ancora qualche ricordo, intorno a noi parole in spagnolo, inglese, francese....
Mani in alto, musica, speaker, conto alla rovescia, sguardo d'intesa con Massimo.... via si parte.... è iniziato.


Subito cuore che va a mille, si cerca l'adattamento, si cerca l'andare sicuro e continuo. Accanto a me qualcuno scatta come se stesse facendo una ripetuta, li lascio andare, 119 km e 7300 d+ sono tanti da affrontare.... la parola d'ordine è calma o come direbbe il mio amico Mauro.... passo Tor  o modalità serenità alla Gabriele....
Eccola la montagna, davanti a noi. Con la prima luce si apre la vallata, il Monte Bianco con la sua cima innevata ci controlla. Corriamo di fianco a lui. Timidamente in punta di piedi cercando di non disturbare quella quiete. Si sentono respiri affannati e bacchette che sbattono in terra dando una specie di ritmo e liberando una improbabile musica
Lo sguardo si divide tra lo spettacolo naturale e il sentiero che percorriamo.
Il freddo è sparito , la temperatura si è alzata il mio corpo è caldo.
In alcuni punti, gruppetti di persone ci riempiono di bravo, bonne courage, super.... e allora ti senti veramente importante e capisci perchè sei là, perché nonostante tutto con la tua schiena che reclama a voce alta un po' di riposo, tu sei là a trovare piacere nella fatica, sei là con chi capisce cosa vuol dire tutto questo, dividi questa avventura con chi dividi i tuoi allenamenti e non c'è nessun orologio che conta i minuti perché queste gare si misurano in ore e una gara che dura ore la puoi condividere solo con chi ti capisce a sguardi.
Sappiamo che la parte difficile arriva dopo il 50 km, l'importante è arrivarci in forze.
Prima vetta 2600 metri di altezza, il vento ti gela in un attimo, il tuo corpo bagnato dal sudore del  tuo salire si ghiaccia in un istante. Si cerca subito riparo, si scende a valle per poi risalire.
Sarà questo il tema della giornata si sale si passa la forcella o col, come lo chiamano da queste parti, e si risale. Salite infinite con altrettanti discese che cullano le tue gambe in maniera non proprio piacevole.


In valle fa caldo mentre in vetta il vento ti “rinfresca”, il sole continua a fare il suo lavoro e brucia il tuo viso senza pietà.
Al 36° km, 7 ore circa di corsa..... La Manu in alto ad incoraggiarci.
Si comincia a sentire la montagna , la montagna si sta appropriando del tuo corpo, la senti dentro di te, la senti nelle tue gambe, nei tuoi occhi, la vivi sul tuo corpo.... senti che tutto questo è quello che vuoi, e anche se è difficile da far capire, è quello che cerchi, quello che volevi, non ti importa del tempo di gara, di quanto ci metterai, anche se il tuo spirito competitivo rimane intatto, cerchi e trovi la montagna, una montagna che non deve far vetrina, che non ti deve far pavoneggiare in bar per le tue imprese, ma che ti riempie di “vissuto”, di momenti che faranno parte della tua storia, di quello che sei.....
50 km …. ora arriva il bello... la parte “cattiva”.
16 km 1900 metri di dislivello. Una salita che va in cielo, con pochi tornanti, su dritta, attraverso il bosco e prato, con il sole che accompagna il tuo salire.
Le braccia e mani stringono i bastoncini ritmano con le gambe un andamento lento e continuo, senza interruzione. Massimo guida il salire, io lo seguo a distanza.
Si continua con il motto “va tutto bene” è scacciamo dalla testa quelle piccole crisi che si manifestano.
In una gara lunga oltre allenare il corpo devi allenare la testa, la tua voglia di riuscire. Un pensiero negativo in una parte di gara tosta e lo stop è quasi assicurato, bisogna avere una sana e profonda testardaggine.....

66 km, si riparte dalla base vita a metà dell'opera, frontali accese, il buio è profondo. Le frontali illuminano con una scia il sentiero che sale da una parte e scende dall'altra.
74 km, la crisi arriva ai piedi dell'ennesimo col e come arriva passa.
Bisogna arrivare al 85 km prima di trovare il prossimo ristoro. 19 km infiniti, duri, con due salite che mettono a dura prova la convinzione di continuare. Le discese sono tutte tecniche, difficili, si scende tra massi e sassi, una corsa mai libera, senza poter lasciarsi andare per non finire  a testa in giù. La frontale puntata sul terreno, attenzione al massimo, si comincia ad essere stanchi e i riflessi perdono in brillantezza.
La notte regala tranquillità, è una bella sensazione che accompagna il tuo andare.
95 km, ultime salite ultimo col, forcella, da superare, col de tricot.
Arriviamo ai suoi piedi con il dovuto rispetto, ma con la consapevolezza che è l'ultimo. Si va su piano con un ritmo continuo. Un piede dopo l'altro, senza pausa, senza timore, senza arrendersi. Massimo guida...... io lo seguo e mi lascio guidare.
In alto il panorama è bellissimo, l'ultima salita è andata ora 8 km di discesa e poi gli 8 km in piano  per l'entrata trionfale a Chamonix.
8 km interminabili che sembrano i più duri di tutto il “viaggio”. Arriviamo dopo 29 ore, 28:58 per la precisione, con i bastoncini in alto, tra gli applausi e “bravò” lanciati dai bordi della strada, Arriviamo insieme come siamo partiti, io e Massimo, ancora una volta insieme, chiudiamo questa avventura nel migliori dei modi, un viaggio condiviso con un amico vero.


La Manu ad traguardo immortala l'evento..... sono un signore, ho vinto la mia gara, sono arrivato 1 nella mia corsa....... sono arrivato... ora il premio... una birra e che sia fredda!!!!!
Bonne courage.... alla prossima !!!!

Massimiliano Tebaldi


martedì 18 agosto 2015

NUOVO RECORD SUL KILIMANJARO


L’ultra runner tedesca Anne-Marie Flammersfeld infranto il record femminile di salita e discesa sul Monte Kilimanjaro. Per la salita alla montagna più alta d’Africa (5895 m), l’atleta del team UVU ha impiegato 8 ore e 32 minuti, circa 3 ore in meno del tempo fatto segnare dalla detentrice del record precedente, l’inglese Becky Shuttleworth.
La personal trainer e ultra runner Anne-Maire Flammersfeld (37 anni), ha scelto per il suo tentativo la via più corta e ripida. La Umbwe Route con circa 30 km di lunghezza e 4200 m di dislivello positivo è una via tecnicamente impegnativa. “È una scelta obbligata se si va in cerca di un nuovo record”, ha dichiarato la Flammersfeld. Il percorso inizia all’Umbwe Gate, all’interno della foresta pluviale e conduce fino a un ambiente tipicamente alpino e glaciale.
Gli ultimi 1000 metri di dislivello presentano alcuni semplici passaggi di arrampicata.
L’atleta tedesca è partita alle 5:20 del mattino nella completa oscurità della foresta pluviale. La prima parte di salita fino all’Umbwe Cave Camp, così come la seconda che conduce al Barranco Camp sono trascorse per l’atleta del team UVU meglio del previsto.
 

“Sono salita in maniera sorprendentemente veloce per i primi 2000 metri di dislivello e dopo solo 3 ore e mezza ero molto contenta di essermi già messa alle spalle metà percorso’’.
Dal Barranco Camp, a circa 3900 metri di altitudine, fino all’Arrow Glacier Camp, a circa 4900 metri, l’aria sottile si è fatta sentire. “Quando ho raggiunto i 5000 m ero abbastanza cotta… I passi si sono fatti faticosi e l’altitudine rendeva il tutto davvero difficile”, racconta Anne-Marie della sua salita ai 5895 m della vetta del Kilimanjaro, il punto più alto di tutta l’Africa.
Gli ultimi chilometri non sono stati affatto più semplici, ogni passo doveva essere meditato attentamente e ogni 100 passi l’atleta si è concessa un breve riposo e un sorso d’acqua.
Alle 13:52 l’ultra runner ha raggiunto la cima, segnando un nuovo record di salita:
“Quando ho finalmente calcato la cima ero incredibilmente felice ma allo stesso tempo volevo scendere il più in fretta possibile”.
Alle 18:18 Anne-Marie Flammersfeld, dopo la discesa lungo la Mweka Route era al Mweka Gate, 13h58m dopo essere partita, infrangendo quindi anche il precedente record di salita e discesa detenuto da Debbie Bachmann.
Durante la sua salita e discesa, la Flammersfeld è stata assistita dall’agenzia Trekili che ha provveduto a gestire le guide appostate ogni circa 1000 metri di dislivello con acqua e cambi di indumenti. Kilimanjaro appena alcuni giorni prima del suo record. La prima ascesa, sempre svolta lungo la Umbwe Route ma insieme a due compagni italiani e in 4 giorni di salita seguiti a 5 giorni di viaggio in bicicletta attraverso la Tanzania, faceva parte del progetto “Bottom Up Climbs Volcanic Seven Summits”, che consiste nel raggiungere la cima dei vulcani più alti dei sette continenti a partire dal punto più basso del Paese dove si trovano, senza l’aiuto di mezzi a motore o elettrici. Nel 2014 il team, composto anche da Giuseppe
Milanesi e Alessio Piccioli, aveva già raggiunto in 5 giorni la vetta del Damavand, in Iran, il vulcano più alto dell’Asia, partendo dal Mar Caspio.
L’ultrarunner Anne-Marie Flammersfeld è già detentrice di un record fatto segnare nel 2012. È stata la prima donna a vincere tutte le gare della “Racing the Planet Desert Series”. Queste si svolgono attraverso quattro deserti: il più arido, il più ventoso, il più caldo e il più freddo del mondo.
Anne-Marie Flammersfeld è anche ambasciatrice della Fondazione Paulchen Esperanza, che si occupa di bambini in difficoltà in Argentina, Tanzania e Sri Lanka.
Ulteriori informazioni sui progetti dell’atleta tedesca si possono trovare ai seguenti indirizzi web:




MARMOLADA SUPER VERTICAL




Di corsa con i ramponi fino in vetta alla Marmolada

Gli specialisti del vertical si preparano ad un nuovo appuntamento in alta quota: il Supervertical della Marmolada in programma per domenica prossima. Tutto infatti è quasi pronto sulla Regina delle Dolomiti ed numeri degli iscritti già confermano l’alto interesse da parte di atleti - anche livello e non solo i italiani - per una gara che si preannuncia particolare ed unica comportando la salita del ghiacciaio con i ramponi ai piedi.
In questi giorni continuano i sopralluoghi da parte dei responsabili del percorso: le alte temperature hanno ferito il ghiacciaio, con condizioni che cambiano repentinamente. Il percorso è comunque segnalato fino all’attacco del nevaio: dal lì alla cima la quotidiana fusione della neve ha impedito la tracciatura che verrà effettuata solo in settimana. Gli organizzatori sconsigliano di percorrere il tracciato nella parte del ghiacciaio, dove la presenza di crepacci rende insicuro procedere, ma assicurano che per il giorno della gara ogni tratto rischioso sarà messo in sicurezza per garantire ai partecipanti solo fatica e divertimento.
Accanto alla manifestazione agonistica è previsto sulla prima parte del percorso di gara anche una manifestazione non agonistica di hiking che consentirà ad appassionati ed accompagnatori degli di raggiungere località Serauta assistendo da vicino alla competizione.  

PERCORSO - La gara, come si è anticipato, organizzata dalla NGTiming, avrà uno sviluppo di circa 6 km e porterà i concorrenti da 1.750 fino ai 3.265 metri di Punta Rocca (l’arrivo è previsto alla stazione finale della funivia), la seconda cima, in ordine di altezza, della Marmolada.
La partenza è fissata a Tabià Palazza, poco più di 2 km da Malga Ciapela, sulla strada che porta al passo Fedaia. Si percorrerà in salita una parte della pista da sci, che verrà abbandonata prima di arrivare al passo: gli atleti infatti imboccheranno il sentiero che conduce alla ferrata di Punta Serauta da cuii, seguendo la linea di massima pendenza - con un impegnativo tratto su ghiaione - giungeranno al primo nevaio, dove sarà obbligatorio indossare i ramponi (noleggiati dall’organizzazione) fino alla stazione intermedia della funivia e dove è altresì previsto un cancello orario per gli atleti in gara (1,45’ dal via). Il percorso continua sulla pista da sci esistente, sempre in salita, per approdare al traguardo, la vetta di Punta Rocca.

ISCRIZIONI - Tutti i dettagli sono disponibili sul sito www.ngtiming.com e www.marmoladasportevents.com, oltre che sulla pagina di Facebook dedicata alla gara, dove vengono pubblicati tutti gli aggiornamenti sulla manifestazione.

LOGISTICA - Per salire dal Camping Romantic Village di Malga Ciapela a Tabià Palazza sarà possibile usufruire, dalle ore 8.00 fino alle ore 9.00, di un servizio navetta al prezzo convenzionato di 2,00 euro (da pagare all’autista): ricordiamo infatti che la zona iscrizioni/ritiro pettorali (Camping Romantic Village – Malga Ciapela) e la zona partenza (Tabià Palazza) distano circa 2,5 km. La funivia al rientro porterà i concorrenti nei pressi della zona iscrizioni/ritiro pettorali (Malga Ciapela). Ogni concorrente potrà liberamente scegliere se parcheggiare alla partenza o alla stazione di arrivo della funivia.








lunedì 3 agosto 2015

OROBIE ULTRA TRAIL E ROYAL ULTRA SKY MARATHON









In questo fine settimana Lisa Borzani e Paolo Pajaro hanno corso, rispettivamente sul percorso lungo Lisa e sul percorso corto Paolo, alle Orobie ultra Trail, gara alla sua prima edizione quest'anno.

Lisa, per non smentire la sua forma sale sul gradino più alto del podio della categoria femminile.











Io e Gabriele Giraldo invece abbiamo corso la Royal Ultra Sky Marathon.
Gara veramente fantastica, coronata da una giornata di sole limpidissima.
Organizzazione encomiabile.(sotto il racconto della gara) 


Quì la galleria fotografica








ROYAL ULTRA SKY MARATHON – Cerasole Reale 02 agosto 2015

Quest’anno annata da dimenticare, troppe gare saltate, ritiri, infortuni, gare sospese per il maltempo, insomma una serie infinita di situazioni che hanno fatto si che la testa è andata un po’ nel pallone.

Sento assolutamente il bisogno di ricaricare le pile, cercare un obiettivo che possa dare gli stimoli giusti per far ritornare la voglia di fatica, sudore, sassi e, soprattutto, montagna…………

Questo fine settimana in programma c’è la Royal, gara particolarmente dura che si sviluppa sui sentieri del Parco Nazionale del Gran Paradiso, gara che mi impensierisce non poco perché portarla a termine mi da la possibilità di iscrivermi al Kima l’anno prossimo. E allora eccoci qua, io e l’amico Gabriele Giraldo, pronti determinati, entrambi con un solo obiettivo in testa finire bene la gara per avere la nostra carta di ingresso al Kima!!!!

E allora Domenica mattina sveglia alle 3.15….. dalla finestra si vede la luna piena luminosissima…….. segno che la giornata si preannuncia limpida…… Trasferimento con la navetta alla zona di partenza e, alle sette in punto, il via………. parte una nuova avventura.

Le cime circostanti sono magnifiche, imponenti e si stagliano sul cielo azzurro cobalto…… il sentiero stretto e ripido si impenna subito, disegnando un biscione di trailer colorati che salgono sulla costa della montagna…… in breve ci alziamo di quota e il panorama circostante si apre su uno spettacolo mozzafiato…….. l’orizzonte non ha fine, non ci sono nuvole solo roccia e cielo, a darti il senso di quanto siamo piccoli difronte a queste imponenza della natura.

Il percorso è impegnativo, per la durezza delle salite, delle discese, il fondo che non lascia tempo alle distrazioni, bisogna correre sempre con gli occhi inchiodati a terra…. A complicare ulteriormente la situazione i cancelli orari, il primo in particolare, veramente selettivo, che mi costringe a tirare un po’ oltre i miei limiti per cercare di uscire dall’ingorgo che si è creato sul sentiero e prendere finalmente il mio ritmo in salita per arrivare in tempo…..

Gabriele sale velocemente davanti a me, quest’anno la sua condizione di allenamento è ottima, segno che sta sentendo sulla pelle il suo appuntamento di Settembre con il TOR……

Da subito questa gara mi entusiasma, ovunque si giri lo sguardo si vedono solo rocce, l’ambiente che più mi piace e mi stimola a far fatica…… l’imponenza delle montagne che mi circondano mi da un senso di tranquillità……… in un attimo sono svaniti tutti i timori e, la cosa più importante, sento una voglia sfrenata di correre, spingere in salita, lasciarmi andare in discesa, tutte sensazioni che negli ultimi tempi si erano un po’ sopite……

Man mano che passano i chilometri e i si sommano i metri di dislivello, la Royal ti presenta il conto, la stanchezza inizia a farsi sentire…. Ormai Gabriele è andato, il suo passo è nettamente superiore al mio….. mi ritrovo solo, condizione che devo essere sincero non mi dispiace….. Quando mi ritrovo solo in montagna le sensazioni si amplificano, devo fare i conti direttamente con la fatica, devo fare i conti direttamente con la mia testa, non ho la possibilità di barare, o ne hai o non ne hai!!!!!!

Ormai manca solo l’ultimo colle, trecento metri di dislivello praticamente verticali….. salgo con fatica, mi impongo un ritmo lento ma il più costante possibile…… in alto un Gruppo di Volontari del Soccorso Alpino che mi incita…… ormai restano gli ultimi metri di salita che mi separano dalla lunga discesa che mi porterà al traguardo….. Sono stanco, non vedo l’ora di completare il percorso, però nello stesso tempo sono anche dispiaciuto perché so che fra non molto dovrò lasciare questo ambiente favoloso……..

Inizia la lunga, interminabile discesa…….. mi avvicino sempre di più alla fine, finalmente il traguardo…… passo sotto al gonfiabile dell’arrivo stanco ma con un senso di soddisfazione enorme…… Gabriele è la ad aspettarmi…… chiusa questa gara fantastica, chiusa una giornata indimenticabile….. Grazie Royal!!!!



Massimo Marini


lunedì 20 luglio 2015

CHIUSA LA VAL GIRALBA: LA CAMIGNADA CAMBIA PERCORSO



 Auronzo di Cadore (Dolomiti Bellunesi), 17 luglio 2015 - Il fortissimo temporale che si è abbattuto su Auronzo di Cadore (Dolomiti Bellunesi) lo scorso 2 luglio ha lasciato segni pesanti sulla Val Giralba, l’ultima lunga e temuta discesa del percorso della “Camignada poi siè refuge”, classica corsa in montagna giunta alla 43. edizione. Il sentiero che scende dal Rifugio Carducci fino ad Auronzo è franato in più punti lungo tutta la vallata, costringendo il Comune di Auronzo ad emettere una ordinanza di chiusura che di fatto ne impedisce l’accesso.

Preso atto dell’ordinanza, e vista anche l’impossibilità di effettuare in tempi brevi interventi efficaci per la messa in sicurezza del percorso, il Cai Auronzo, organizzatore della manifestazione, ha ufficializzato il cambio di tracciato della “Camignada poi siè refuge” in programma domenica 2 agosto. La discesa ad Auronzo avverrà quindi per la Val di Cengia, tagliando di fatto gli ultimi due rifugi, il Comici e il Carducci.


«È stata una decisione sofferta ma doverosa – ha dichiarato il presidente del Cai di Auronzo Massimo Casagrande -. Abbiamo fatto il possibile per cercare di mantenere il percorso originale con i suoi sei rifugi. Ma le diverse ricognizioni in Val Giralba e soprattutto l’ordinanza di chiusura del sentiero da parte del Comune di Auronzo ci hanno portato alla inevitabile scelta della modifica di percorso».







E così, la Camignada toccherà quattro rifugi anziché sei. Come, del resto, accadeva nelle primissime edizioni. Il percorso resterà invariato nella sua prima parte: partenza alle 8 di domenica 2 agosto davanti al lago di Misurina, salita al rifugio Auronzo, poi rifugio Lavaredo, rifugio Locatelli e rifugio Piani di Cengia. Da qui il tratto nuovo del percorso, con il passaggio dai meravigliosi laghi di Cengia e la discesa attraverso la selvaggia Val di Cengia fino allo sbocco in Val Marzon. Un tratto di asfalto ancora in discesa e poi l’imbocco della nuova pista ciclabile lungo il fiume Ansiei che, dopo circa 8 chilometri, condurrà i partecipanti all’arrivo al palaghiaccio di Auronzo.

«Si tratta – commenta Massimo Casagrande - di un percorso alternativo di tutto rispetto, che nulla ha da invidiare alla spettacolarità del tracciato originario. Il prezzo da pagare saranno i due chilometri in più di pista ciclabile, la parte più sofferta del percorso, ma siamo sicuri che i partecipanti sapranno apprezzare il nuovo tracciato e gli sforzi che abbiamo fatto per la sua preparazione in tempi così ristretti».
Il tracciato della Camignada 2016 misurerà circa 33 km con un dislivello positivo di 1.200 metri e negativo di 2.100 metri. Gli iscritti hanno intanto superato quota 1.100: mancano quindi soltanto 400 pettorali al raggiungimento del numero chiuso, fissato quest’anno a 1.500 concorrenti.

Per informazioni vai sul sito: http://www.caiauronzo.it/camignada.html 



venerdì 17 luglio 2015

DE GASPERI RECORD SUL MONTE BIANCO

Salita e discesa da Courmayeur in 6h.45' Crolla il record di Meraldi

Dopo il recente record all’Ortles, Marco De Gasperi centra un nuovo fantastico primato salendo in 6h43’52’’ sul Monte Bianco con partenza e arrivo da Courmayeur lungo la via Ratti dal Rifugio Gonella (51,8 km e 3.750 m D+). A vent’anni di distanza dal record di Fabio Meraldi (6h45.24), un altro valtellinese doc scrive il proprio nome nella storia del Monte Bianco e dello skyrunning.







CRONACA - Partito dalla piazza della chiesa di Courmayeur (1.224 m) alle 4:30 di questa mattina, Marco De Gasperi è risalito, prima lungo la strada asfaltata della Val Veny fino al Combal (1.987 m), poi lungo la morena del Miage al Rifugio Gonella (3.071 m), quindi sull’insidioso ghiacciaio del Dôme per raggiungere il Col des Aiguilles Grises (3.811 m), il Piton des Italiens (4.002 m), la Capanna Vallot (4.362  m) e la Cresta de Bosses fino in vetta al Monte Bianco (4.810 m). Lungo lo stesso percorso di salita, ha poi fatto ritorno a Courmayeur alle ore 11:13 segnando un tempo complessivo di 6h43’52’’. A distanza di vent’anni, quindi, questo diventa il nuovo riferimento cronometrico lungo la via normale italiana della più alta cima delle alpi.

DIETRO LE QUINTE - A coordinare il progetto, con particolare attenzione agli aspetti legati alla sicurezza viste le difficili condizioni del ghiacciaio del Dôme, erano presenti lungo il percorso le guide alpine Adriano Greco, Michele Compagnoni, e Lucio Trucco, il soccorso alpino della Guardia di Finanza di Entreves e gli atleti Martin Anthamatten e Franco Collè. Ospite d’eccezione, l’alpinista russo Denis Urubko che ha assistito l’arrivo di Marco De Gasperi in vetta.

LE PRIME PAROLE - «Recentemente Fabio Meraldi mi ha dato una fotografia che ritrae un ragazzino intento a correre dietro a due campioni lungo un traverso sopra il rifugio Gonella. I due campioni erano Fabio Meraldi e Matteo Pellin, il ragazzino, invece, ero proprio io. Da quando fu scattata quella fotografia, sono ormai passati 22 anni. Era la terza edizione della Monte Bianco SkyMarathon, una gara organizzata sullo stesso percorso di questo record e vinta da Adriano Greco. All’epoca, avevo appena sedici anni e, nonostante il mio forte desiderio, non potei partecipare alla gara. Il mio sogno di indossare quel pettorale non si è potuto realizzare, prima di tutto perché quella gara non è mai più stata organizzata. Il mio sogno di ritornare sul Monte Bianco cercando di salirlo e scenderlo il più velocemente possibile, invece, si è realizzato oggi. È stata una vigilia complicata, direi alquanto agitata e nervosa. Sapevo fin dall’inizio che il riferimento di Fabio era un qualcosa d’importante e difficile da abbassare. Inoltre, le condizioni del ghiacciaio, con i ponti sui crepacci che continuavano a sciogliersi giorno dopo giorno, hanno creato apprensione anche dal punto di vista della sicurezza. Sono tanti gli amici che vorrei ringraziare oggi, accorsi qui per assistermi come in tante occasioni. Un pensiero particolare però vorrei esprimerlo per mia mamma che non c’è più. Sono sicuro che lei ha vegliato su di me, dall’alto, lungo tutto il tragitto».

mercoledì 15 luglio 2015

DOLOMITES SKYRACE 2015 - CANAZEI (TN)



La Dolomites SkyRrace®, che nel prossimo fine settimana raggiungerà la maggiore età, ha voluto concedersi un’anteprima presso la Sala Consigliare del Comune di Canazei....
Alla presentazione sono intervenuti campioni che hanno fatto la storia di questa competizione come il fiemmese Paolo Larger, che l’ha vinta nel 2001 e nel 2010, quindi il re del Vertical Urban Zemmer, il teserano Christian Varesco, ed ancora Thomas Trettel e uno dei due senatori che hanno partecipato a tutte le 18 sfide, ovvero Valerio Lorenz.
Ad aprire la serata è toccato al sindaco di Canazei Silvano Parmesani, quindi direttore dell’Apt della Val di Fassa Andrea Weiss, al vice presidente della Cassa Rurale Val di Fassa e Agordino Osvaldo Debertol, nonché in rappresentanza del main sponsor ha fatto un grosso in bocca al lupo a tutti Giulia Delladio de La Sportiva.
Il presidente del Comitato Organizzatore Diego Salvador ha snocciolato i dati significativi di questo evento, che anno dopo anno continua la sua crescita esponenziale: “Avremo in gara oltre 1200 corridori del cielo, tenendo conto di entrambe le competizioni. Per la prova lunga saranno rappresentate ben 35 nazioni, invece per la Vertical saranno ben 25 le federazioni che schiereranno i propri atleti. Sarà un evento di altissimo livello, inserito anche quest’anno nel prestigioso circuito Skyrunner® World Series, la coppa del mondo della disciplina. Una manifestazione che ha raggiunto una popolarità rilevante, rappresentata dal fatto che in un solo mese si sono chiuse le iscrizioni, raggiungendo il numero massimo di 750 atleti gestibili. Siamo pronti, convinto che sarà l’ennesimo successo organizzativo, che si realizzerà come sempre grazie ad uno straordinario esercito di volontari dall’elevata professionalità e competenza”.




Nei giorni scorsi si è chiuso il cerchio in fatto di team e federazioni iscritte, con l’entry form giunto dal Team Crazy Idea, che schiererà l’atteso friulano Tadei Pivk, annunciato fra i pretendenti alla vittoria finale della gara lunga, quindi il francese Mathéo Jacquemoud, il colombiano Saul Padua Rodriguez, l’altro francese Alexis Sevennec e la friulana d’adozione Dimitra Theocaris. Tutti in gara in entrambe le competizioni a parte Pivk che si concentrerà sulla skyrace. A chiudere il lotto dei partenti del sodalizio valtellinese ci saranno Giovanni Tacchini e il giovane emergente Mattia Gianola. Già confermati poi gli atleti delle nazioni più forti al mondo, quindi il team Salomon con la vincitrice di dodici mesi fa Laura Orgué Vila ed Emelie Forsberg, il team La Sportiva con in particolare il re del vertical Urban Zemmer, ed ancora il team Valetudo con il rumeno Ionut Zinca.
Durante la presentazione hanno preso la parola anche Urban Zemmer, la cui storia è stata raccontata in una clip emozionale proiettata in sala, che ha confermato che si sta preparando per una delle gare che più ama, come quella di Alba di Canazei, proprio per la sua verticalità estrema, così come Paolo Larger che ha ricordato le due diverse e straordinarie vittorie ottenute sul traguardo di Canazei, confermando che sarà in gara anche quest’anno. Una battuta finale è stata dedicata anche al senatore Valerio Lorenz, che assieme ad Erwin Riz ha partecipato a tutte le 17 edizioni.







E’ poi stato mostrato in anteprima il video emozionale e promozionale “Into the Track”, realizzato in questi giorni, che verrà proiettato nel briefing per appassionare i tanti iscritti, mostrando anche il percorso di gara che li attenderà. Con l’occasione sono stati resi noti i dati maggiormente significativi, come il sito internet, con ben 96.942 visitatori annuali, la clip della gara su youtube che ha raggiunto ben 214.722 visualizzazioni, mentre i due post più popolari su facebook (pagina con 4971 mi piace) hanno raggiunto ben 396.416 persone (post del 20 luglio 2014) e il secondo ben 252.672 persone raggiunte (post del 18 luglio). Altra novità riguarda la singolare ed esclusiva t-shirt per i finisher realizzata da Crazy Idea.
In conclusione gli spazi televisivi. Alla Dolomites SkyRace Rai Sport 1 dedicherà uno speciale di 1 ora già la sera successiva l’evento, dalle 18 alle 19. Una sintesi andrà poi su Odeon Tv e Italia 53, nonché su oltre 110 televisioni locali. In ambito trentino una sintesi di 30 minuti su Telenuovo Trento. Infine anche il nuovo canale in digitale terrestre Gazzetta Tv mostrerà le immagini della competizione fassana, oltre ai tg regionali e nazionali, nonché l’universo del web.