domenica 21 dicembre 2014
IN FASE DI AGGIORNAMENTO LA SEZIOINE DEL BLOG "PERCORSI TRAIL-GPS"
In fase di completo restyling la sezione "PERCORSI TRAIL-GPS".
Cliccando infatti nei link che si trovano sul lato dx è possibile visionare il percorso, verificare i dati di altimetria, dislivello, lunghezza e, soprattuitto, visionare la traccia su mappa.
L'aggiornamento delle tracce dei percorsi inseriti è ancora "work in progress". Sono già disponibili tutti i percorsi relativi al Monte Grappa e alcuni altri.
Le tracce GPS sono tutte liberamente scaricabili.
Clicca quì per vedere l'esempio di un percorso: http://www.gpsies.com/map.do?fileId=sodkwlovbmjxjitq
mercoledì 17 dicembre 2014
APERTURA PREISCRIZIONI ALLA TDS
OGGI ALLE 10.00 APRONO LE PREISCRIZIONI ALLA TDS (SUR LES TRACES DES DUCS DE SAVOIE)
QUESTO IL SITO DOVE FARE LA PREISCRIZIONE: http://www.ultratrailmb.com/page/22/TDS®.html
lunedì 15 dicembre 2014
ISCRIZIONI GARE 2015
Di seguito l'elenco di alcune gare per le quali sono già aperte o sono di prossima apertura le iscrizioni:
18/01/2015 ECOMARATONA CLIVUS: iscrizioni già aperte (agevolate fino al 31/12)
25/01/2015 RONDA GHIBELLINA: iscrizioni già aperte
15/03/2015 ULTRABERICUS: iscrizioni già aperte
22/03/2015 MAREMONTANA: iscrizioni già aperte
12/04/2015 TCE: apertura iscrizioni 07/01/2015
03/07/2015 DOLOMITI SKY RUN: apertura iscrizioni 01/01/2015
24/07/2015 SUDTIROL ULTRA SKY RACE: apertura iscrizioni 01/01/2015
18/01/2015 ECOMARATONA CLIVUS: iscrizioni già aperte (agevolate fino al 31/12)
25/01/2015 RONDA GHIBELLINA: iscrizioni già aperte
15/03/2015 ULTRABERICUS: iscrizioni già aperte
22/03/2015 MAREMONTANA: iscrizioni già aperte
12/04/2015 TCE: apertura iscrizioni 07/01/2015
03/07/2015 DOLOMITI SKY RUN: apertura iscrizioni 01/01/2015
24/07/2015 SUDTIROL ULTRA SKY RACE: apertura iscrizioni 01/01/2015
domenica 14 dicembre 2014
DOPO TANTO TEMPO ECCO GLI ULTIMI AGGIORNAMENTI
Finalmente aggiornato, dopo tanto tempo, il blog AMATORI DI TRAIL.
Effettuato un po' di restyling sulla grafica e aggiornato, per quanto possibile, il calendario gare Triveneto; a breve anche il calendario gare Resto Italia.
Inserito anche il link al calendario gare Trevisando 2015.
Effettuato un po' di restyling sulla grafica e aggiornato, per quanto possibile, il calendario gare Triveneto; a breve anche il calendario gare Resto Italia.
Inserito anche il link al calendario gare Trevisando 2015.
martedì 23 settembre 2014
21 SETTEMBRE 2014 MONTANARO TRAIL
Domenica al Montanaro Trail Gabriele Giraldo, Massimiliano Tebaldi e Paolo Pajaro hanno partecipato alla gara lunga, mentre Lisa Borzani ha partecipato alla gara corta.
Ottime le prestazioni da parte di tutti.
Paolo 1° di categoria e Lisa 2° assoluta categoria Fimminile.
Questo il racconto della gara scritto da Massimiliano:
Montanaro Trail
In questo ultime settimane avevo un
po' messo da parte il trail.
Mi sono dedicato ad allenamenti su
strada, così per cambiare un po' il tipo di corsa, per riscoprire il piacere di
un gesto diverso, per poter guardare il cronometro come un alleato e non un
nemico, per far rifiatare le mie articolazioni. Correre è bello, è' bello farlo
in strada, in collina, in montagna.
Non sono un integralista, ma seguo
quello che mi far star bene. La corsa è un modo per buttare via un po’ di
stress e farla senza nessuna tabella che ti impegna mentalmente, farla solo
seguendo l'istinto ti regala un po' di tranquillità, di benessere.
Alternare al trail la corsa su
strada e viceversa, ti fa apprezzare di ognuna i lati positivi.
Seguendo questo “non schema”, ho
sentito la necessità e la voglia di tornare a correre un ultra trial, di
starmene in mezzo alla natura per delle ore senza preoccuparmi di nulla, di
risentire e riprovare quelle sensazioni a me care di fatica e divertimento.
Di ritrovare quel miscuglio di
battiti alterati, sudore, bellezza, natura che ti aiuta a non stancarti, che ti
fa andare avanti per ore macinando chilometri.
Avevo bisogno di ritrovare il clima
del trail, avevo bisogno di ritrovare la semplicità, di ri_apprezzare
quell'aria famigliare, intima che questo ambiente mi ha sempre regalato.
Le grandi corse, i grandi ultratrail
ti emozionano, ti esaltano, ti fanno sognare, ti regalano quel senso d'impresa
che un po' tutti cerchiamo così è stato per la tds del monte bianco, mentre
altri trail, come il Montanaro ti fanno sentire a casa, tra amici, in un clima
famigliare. E' come quando uno ritorna al suo paese dopo essere andato via per
lavoro, torni per ritrovare il posto da dove sei partito, da dove hai iniziato.
Torni per sentirti coccolato, per ritrovare gli amici al bar della piazza.
Il montanaro è stato questo, un
ritorno a casa. Pochi partecipanti circa 70 per la gara lunga e altrettanti per
la gara corta, una gara intima, una gara per pochi, Ma quello che ho apprezzato
è stato il contesto, la cordialità e l'ospitalità di questa regione, la Toscana,
così burbera apparentemente, ma così vera e ospitale con chi sa meritarsi
questo. La Toscana rinfresca i miei ricordi di infanzia, mia mamma é nata in un
paesino dell'alto Lazio, vicino a Viterbo. I territori di San Marcello,
ricordano quei posti dove con i miei cugini passavo ore in cerca di avventure, la
campagna, la macchia il bosco sono a me famigliari. Per me è stato un po' come
tornare indietro, questo trail mi ha fatto ricordare molto del mio passato, ho
rivisto cose, episodi, immagini che
hanno accompagnato la mia adolescenza, per un attimo, mentre correvo, ho
buttato via una quarantina di anni e sono ritornato bambino/ragazzo, correndo
in mezzo ai castagni, ai faggi, agli abeti.
É stato un “viaggio” più duro del
previsto. L'altimetria, come sempre, ti inganna. Sulla carta quell'
elettrocardiogamma, non da la giusta proporzione. In mezzo ci sono piccoli
strappetti che mettono a dura prova gambe e corpo, discesa che mettono in
discussione il tuo equilibrio, cambi di pendenza che portano il tuo cuore a
mille. Quello che non ti dice l'altimetria è cosa troverai in quel disegno che
prima di partire scruti con attenzione per sapere cosa ti aspetta. Io ho
trovato molto, ho corso godendomi i boschi, ho corso ricordando, come sempre,
ho trovato la cordialità della gente, ho trovato amicizia, ho trovato il trail
e questo è quello che volevo. Alla fine ho fatto 53km con 3080 metri di
dislivello positivo e negativo, così recitava il garmin..... li ho fatti
soffrendo un po', li ho fatti con piacere, mi sono divertito, ho tagliato il
traguardo soddisfatto, ho avuto l'occasione di dividere questo viaggio con
degli amici, con Gabriele, robocop, l'uomo che non molla mai, l'uomo che anche
qui, nonostante un piede malandato è arrivato a fine, con Paolo e Lisa che ci
hanno ricordato il loro TOR, ho rincontrato amici o conosciuto nuovi amici…. è
stata una bella domenica è stata una bella gara......... una birra per favore
Massimiliano Tebaldi
martedì 16 settembre 2014
TOR DES GEANTS 2014
E finalmente è arrivato il giorno tanto atteso, dopo mesi e mesi di duro allenamento siamo finalemente pronti a prendere il via al TOR DES GEANTS 2014.
Credo che ogni presentazione della gara sia superflua data la fama ormai guadagnata da questa MANIFESTAZIONE UNICA NEL SUO GENERE.
Pronti a prendere il via:Lisa Borzani, Massimo Marini e l'amico Matteo Grassi. Al seguito tutto il ns staff super agguerrito prtonto a supportarci durante la prova.
Paolo e il papà di Lisa "Omer" che la seguiranno lungo tutto il percorso alle varie basi vita e non solo.
Mia moglie Silvia e mio Figlio Davide anche loro impegnati a supportarmi per ogni necessità.
La prova si concluderà per tutti nel migliore dei modi, tutti FINISHER, tutti GIGANTI.
In particolare però bisogna evidenziare la grandissima prestazione di LISA CHE CONCLUDE LA PROVA AL SECONDO POSTO DELLA CATEGORIA FEMMINILE..... PODIO MERITATISSIMO CHE CONFERMA LA SUA TENACIA E LA SUA DETERMINAZIONE.
In fondo al post il link per accedere alla galleria fotografica.
Di seguito i racconti delle emozioni vissute durante la gara:
LISA
Spremuta, provata, placata e felice.
Una felicità semplice, grande e dolce.
Lo zaino dei ricordi e’ talmente pieno che non si chiude
più.
Provo a svuotarlo per vedere se c’e’ qualcosa di
superfluo da eliminare.
Ci trovo gli occhi lucidi di Paolo alla partenza che
brillano alla luce del Bianco che e’ li’ a “benedire” questo VIA..Paolo che e’
coinvolto in questa avventura proprio come se fosse lui a viverla in prima
persona.
Ci trovo la folla a La Thuille che ti spinge dritta su
al Defeyess a suon di applausi e campanacci…e Ceci,Sonia e Fulvio al Promod che
mi regalano sorrisi capaci di energizzarmi.
Ci trovo il passo deciso e veloce della grande Patty che
mi raggiunge sulla salita del Crosatie..una salita dura che sa di conquista,
che ti fa capire che spesso la fatica dell’ ascesa e’ più gratificante della
cima stessa
Ci trovo EA BANDA, la mia banda che da Valgrisa in poi
sarà puntualmente presente ad ogni base vita x assistermi mettendoci cuore ed
impegno.
Ci trovo il silenzio, la “religiosità”, il candore
immacolato del Col Finestra, dell’Entrelor e del Loson illuminati da una luna
incredibilmente grande e brillante….uno spettacolo che da solo vale tutto il
Tor, che ti fa capire che non siamo soli, che ti fa capire che noi siamo
“piccoli” altro che geants..il Gigante e’ Chi ha creato tutto questo.
Ci trovo i profili nitidi delle vette ricamati su un
cielo azzurrissimo all’ alba di giorni pieni di VITA VERA, distante anni luce
da quella che chiamiamo “civiltà” e magari “evoluta” .
Ci trovo la fame, la sete, il sonno, gli istinti quasi
animaleschi che ti si scatenano quando vivi x giorni a contatto con la natura..quando
ti immedesimi in essa e diventi roccia, prato, fango…quando la stanchezza ti
spoglia completamente e ti mette di fronte a te stesso con le tue fragilità, le
tue debolezze, le tue incapacità.
Ci trovo le crisi potenti e lunghe che ti strizzano la
testa e ti attanagliano le gambe…e le lacrime amare che sono il concentrato
della mia voglia di tornare a godere del mio meraviglioso viaggio..e la frase
sussurrata dell’Amico Giancarlo “Stai serena” che rimbomba dentro me
facendomi sentire piu’ forte.
Ci trovo la pioggia e il vento che lavano via le mie
“protezioni” nei confronti del mondo e mi permettono di riassaporare il riparo
di un rifugio e la bontà di un minestrone caldo al Gran Tournalin.
Ci trovo Clara, Claudia e Marco venuti ad Ollomont apposta
x me..e il cartello di incitamento al Rifugio Champillon che valgono più di
mille caffè per l’ ultima notte di Tor.
Ci trovo 2 stelle cadenti viste assieme Paolo..che io a
queste “magie” voglio credere stanotte perché già questo viaggio e’ per me un
sogno magico.
Ci trovo il tappeto rosso che porta al traguardo, alla
fine di questo giro, alla fine del sogno…e all’inizio di nuovi Viaggi da
affrontare con questo zaino dei ricordi che devo portare con me..così
com’è…anche se e’ pesantissimo e anche se non si chiude.
Lisa Borzani
MASSIMO
TOR DES GEANTS UN SOGNO CHE DIVENTA REALTÀ
Se
dovessi riportare in queste righe tutte le emozioni vissute, le immagini e i
paesaggi che ho visto, le albe e i tramonti che si sono susseguiti nei giorni
di gara, le montagne e i sentieri illuminati dalla luna piena....... forse
dovrei riempire quattro volumi di mille pagine ciascuno e ancora non
basterebbero!!!
Si
perchè il TOR DES GEANTS non è una gara qualsiasi, non è nemmeno
una gara....... è una prova che atleti che amano la montagna in ogni sua
sfaccettatura, decidono un giorno di affrontare....... una sfida contro se
stessi.... al TOR i tempi non contano, la graduatoria di arrivo nemmeno,
l'ultimo vale quanto il primo, perchè una volta arrivati alla fine si è tutti
"Giganti" nello stesso modo.... tagliare il traguardo del TOR dopo
330 Km e 24.000 m D+, dopo giorni di fatiche, sofferenza, gioia..... significa
aver completato una prova che molto probabilmente cambierà il tuo modo di
vedere e vivere la vita!!!!
Non
riesco a trovare le parole per descrivere le emozioni vissute durante il
percorso..... dinnanzi alla maestosità e l'imponenza di montagne, che rispetto
alle nostre Dolomiti, sono elevate all'ennesima potenza...... le emozioni
vissute quando sorgeva il sole all'orizzonte ed iniziava pian piano a
riscaldarti...... la bellezza dello stesso sole che alla sera scendeva dietro
al profilo delle montagne e lasciava spazio alla notte........ la maestosità
della luna piena che ci ha accompagnati illuminando i sentiero e le cime di una
luce ovattata che faceva sembrare il paesaggio circostante come fosse il teatro
di una fiaba con gli gnomi e le fate del bosco che ti giravano intorno.
Il
TOR però è anche fatica....
fatica per risalire i sentieri che salgono interminabili sempre per la linea di
massima pendenza....... salgono, salgono e salgono ancora fino ad arrivare alla
meta..... il colle!!!!! Poi le discese che, al pari delle salite, ridiscendono
a valle ripidissime non lasciando spazio alle distrazioni!!!
Il
TOR è anche paura....
quando sei colto di notte dal temporale e sei solo a risalire il sentiero in
salita con la pioggia che scende a dirotto, i tuoni, i fulmini e speri che vada
tutto bene perchè sai che il prossimo ristoro è ancora lontano.......
Il
TOR è anche crisi,
quelle che ti prendono all'improvviso e che ti fanno sembrare tutto impossibile
da superare, le crisi che ti prendono le gambe e sopratutto la testa e ti
lavorano pian piano per far in modo di farti desistere nella tua sfida.....
Il
TOR è anche dolore.....
quando ti ritrovi a 100 Km dalla fine con un tibiale infiammato che ti
impedisce di poter correre in discesa e ti costringe a camminare piano cercando
di scaricare il peso sui bastoni in modo da evitare le fitte lancinanti che
partono su tutta la gamba ogni volta che il piede tocca terra.
Il
TOR è simpatia e disponibilità,
a tutte le ore del giorno, delle migliaia di volontari che si prodigano perchè
tutto vada per il meglio e cercano in tutti i modi di aiutarti e di metterti a
tuo agio....... e rendono reale questo magnifico sogno che si chiama TOR!!!!
Il
TOR però è sopratutto gioia.....
gioia quando arrivi alle basi vita e trovi ad aspettarti tua moglie Silvia e tuoi
figlio Davide, il mio staff, i miei supporter...... pronti ad aiutarmi per cambiarmi
il vestiario, le scarpe, ripristinare lo zaino, preparare tutto per la tappa
successiva attenti ad ogni minimo dettaglio......
Gioia
nel vedere l'espressione di Silvia sollevata quando mi vede arrivare ancora
"intero"......
Gioia
quando vedo il sorriso innocente di Davide apparire sul sentiero nel venirmi
incontro lungo il percorso per poi accompagnarmi alla base vita
successiva......
Gioia
nel leggere gli sms di incitamento di tutti gli amici che ti stanno seguendo
durante la gara, ai quali vorresti rispondere ma non puoi perche sei talmente
cotto che non ci riusciresti.....
Gioia
quando senti che la Lisa sta andando come un treno ed è seconda in classifica
femminile.... seconda al TOR..... MITICA
LISA!!!!!
Il
TOR è anche confusione, annebbiamento quando arrivi a Courmayeur imbocchi le transenne
che ti portano al traguardo e ti sembra di essere dentro ad una bolla......
vedo Paolo che mi stringe la mano con affetto..... vedo la gente che ti
applaude..... che ti incita..... ma tu sei come un estraneo.... non senti
nemmeno le voci vedi solo le bocche che si muovono, tagli il traguardo,
finalmente hai finito la tua avventura, il tuo viaggio, ti giri e vedi Lisa che
grida qualcosa..... ma io niente continuo a rimanere tranquillo dentro alla mia
bolla come se niente intorno stesse accadendo!!!!!
Il
TOR è anche commozione ed eccitazione alla cerimonia di premiazione finale quando, al
pari dei primi della classifica, vengono chiamati per nome e fatti sfilare in
passerella tutti i finisher!!!!
Bene
tutto questo è il TOR.....
un'esperienza fantastica che chi non l'ha vissuta direttamente non può
immaginare minimamente quale significato abbia per persone come noi innamorate
della montagna e del Trail Running...... un esperienza fatta di emozioni
profonde.... di immagini che rimarranno indelebili nella mente per sempre a
ricordarti la tua sfida...... la tua prova...... a ricordarti il giorno che sei
riuscito a "vincere" il tuo TOR!!!!!
Ciao
e..... buona corsa in salita...... e in discesa
Massimo Marini
GALLERIA FOTOGRAFICA
CIRCUITO UTMB GLI AMATORI CORRONO LA TDS E L'ULTRA TRAIL DEL MONTE BIANCO
Si inizia il 27 agosto alle 7 del mattino con la TDS "Sur les Traces des Ducs de Savoie", gara di 120 Km e 7250 m D+.
Schierati sulla linea di partenza carichi come non mai:
Lisa Borzani
Massimiliano Tebaldi
Muro Schiavon
Massimo Marini
Grandissima supporter alla trasferta, nonchè fotografa ufficiale del team Emanuale Lazzari, la Grande Manu.
Allo sparo scattano immediatamente Lisa e Mauro pronti a fare la loro gara al massimo delle prestazioni.
Io e Massimiliano invece partiamo più cauti, abbiamo deciso di fare gara assieme, l'obiettivo è quello di arrivare alla fine godendoci anche il panorama in questi luoghi meravigliosi.
Alla fine tutti abbiamo concluso la nostra prova con Lisa che conquista il 2° gradino del podio della categotria femminile.
Il 29 agosto invece alle 17.30, sotto ad un diluvio, Gabriele Giraldo mitico IRONMAN dal il via al suo sogno nel cassetto ormai da tre anni, l'UTMB, gara di 168 Km e 9600 m D+.
Gara dura a causa la pioggia e il fango che hanno reso il percorso molto difficile. Però Gabriele non è tipo da mollare le sfide a metà e riesce a concludere la propria gara con un tempo di tutto rispetto.
Di seguito riporto la cronaca della TDS scritta da Massimiliano:
TDS
Non
so da dove cominciare, non c'è soltanto una gara dentro a questa avventura, c'è
molto di più. La TDS, “Sur les Traces des Duca de Savoie” parte da lontano,
parte da un allenamento sotto il diluvio
di una giornata di fine marzo dell'anno scorso, dai colli di Villa di
Teolo. Li ho iniziato ad allenarmi e condividere questa passione con un gruppo
di amici. Li mi sono nutrito dei racconti di chi aveva già corso questo tipo di
gare, li come uno scolaretto ascoltavo e ascoltando ho fatto 45 km sotto il
diluvio e li ho capito che si poteva andare oltre alla maratona, che forse
avevo trovato qualcosa che sapeva ancora soddisfare la mia voglia di correre,
un nuovo tipo di corsa ,bello, affascinante, intrigante.
Ascoltavo
chi parlava di km e distanze che a me sembravano enormi, ma a loro sembravano
normali. Raccontavano con semplicità quello che è il trail, quello che avevano
vissuto in gara, racconti che mi coinvolgevano, che mi appassionavano, che mi
incuriosivano. Li è nata la mia voglia di fare un ultratrail, di provare ad
andare oltre, di mettermi alla prova.
Ci
sono arrivato un po' alla volta, ho alzato l'asticella fino ad arrivare alla
TDS, fino a vivere di persona quello che prima sentivo raccontare, fino a
toccare con mano e sopratutto piedi, cosa voleva dire.
Ho
sempre visto e ancora adesso lo vedo, il trail come un mondo semplice, un mondo
di sguardi, di poche parole, di intese. L'ho sempre raffigurato nella mia mente
come una serata condivisa attorno ad un camino mangiando e raccontando le
avventura di ciascuno, una raffigurazione un po' romantica o retorica se
volete, di un mondo oramai quasi estinto...... ma è quello che io vedo, è
quello che forse io cerco e ho trovato.
Ecco
la mia TDS, prima di tutto, è questo. Non è stata una semplice gara, è stato un
percorso, una serie di momenti, di viaggi che mi hanno portato qui.
La
mia prima vota oltre i 100 km. Questo era l'obbiettivo della stagione, questa
era la gara che avevo messo in calendario per provare la grande avventura, si
prima c'era stata la dolomiti sky run, ma quest'ultima si era aggiunta strada
facendo, invece la TDS l'ho cercata e voluta più di tutto, affascinato dai
racconti della Lisa... la piccola grande donna del gruppo.
La
Lisa, il suo entusiasmo, le sue tabelle, ci ha coinvolto tutti con la sua
passione: la Lisa e Paolo, i nostri Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, risate
e consigli, due grandi campioni, due persone vere.
Oltre
ad essere la prima gara oltre i 100 km, è stata la prima gara in Valle d'Aosta.
Una
sorpresa l'entusiasmo di questa valle per questo sport. Si respira aria di
trail, una situazione nuova, un entusiasmo crescente.
Un
paese, Courmayeur, pienamente coinvolto da questi eventi. Le radio locali
parlano con entusiasmo del prossimo Tor de Gèant, preannunciano dirette, live.
Se
ne parla come a Milano si parla del prossimo derby calcistico, c'è entusiasmo,
il paese è vestito a festa, la TDS sarà l'antipasto, il piatto forte sarà il Tor.
In
questa atmosfera, sogni, se già su in quelle montagne che circondano il paese,
sulle quelle vette che sfoggiano la loro bellezza.
Naso
all'insù e sguardo in alto per ammirarle e testa li, dentro alla montagna. Ti
vedi già nella corsa, cerchi di immaginarti cosa sarà, il cuore ti palpita nel
petto, le gambe si fanno pesanti, gli occhi si emozionano, non riesci a
nascondere il tuo stato di agitazione, la montagna ti entra dentro si appropria
dei tuoi pensieri, non c'è altro, c'è spazio solo per lei in quei momenti.
Guardo
la Manu che è venuta ad accompagnarmi, condivido con lei questo momento, anche
se non lo dico, sono come la montagna.....
silenzioso.
Notte
passata come sempre, divisa tra sogni, risvegli, ansie.... maledetta
vigilia..... invidio chi riesce a staccare la spina, a dividere le cose, ad
accendersi al momento giusto....
Mattina,
ci siamo, siamo pronti. Un fiume di gente verso la partenza, siamo in tanti,
mai visti così tanti ad una corsa di trail, gli organizzatori parlano di più di
1600 persone, un fiume di speranze che alle 7,00 parte da Courmayeur e
attraversa il pese prima di cercare le cime. I miei occhi si riempiono di
lacrime un nodo mi sale in gola, Mauro se ne accorge mi stringe, mi fa
coraggio, Massimo è a fianco a me, faremo gara assieme, Mauro ha motore a giri
più alti lo lasciamo andare al suo ritmo, noi procediamo con cautela.
Finalmente
è partita, basta con i se, con i ma, ora un solo obbiettivo Chamonix !!!!
Una
liberazione la partenza, la tensione si allenta, il corpo respira, si
rasserena, non c'è più motivo di agitarsi, ora sei dentro, si alzano come
sempre i battiti del tuo cuore, procedi nel fiume umano che ti spinge in alto.
Segui la scia, controlli che il tuo amico sia al tuo fianco, e procedi, inizi
il tuo viaggio.
Giornata
stupenda, sole alto, il giorno prima una interminabile pioggia ci aveva
spaventato, oggi il sole ci riscalda. Si comincia a salire, io e Massimo
insieme verso questa avventura, questo viaggio che non sappiano cosa ci
riserverà. In una gara lunga non basta essere allenati, ci sono particolari che
possono fare la differenza, un colpo di freddo e la gara può finire, una storta
e addio traguardo, la montagna la natura, ti riserva sorprese, bisogna saperle
gestire.
Partenza
calma, poche parole confuse nel rumore dei bastoncini, focalizzi il territorio,
ti guardi attorno, vedi cosa c'è sopra di te, spii i tuoi vicini, cerchi con lo
sguardo la complicità del tuo compagno d'avventura, poi ti concentri e cominci
a spingere, prima salita, si va a 2200 metri circa.
L'aria
è fresca, ma si riscalda subito, non pensi ai km ma pensi al primo obbiettivo,
comincia il gioco di dividere il percorso a tappe, così è più corto, così fa
meno paura.
Le
montagne accanto a te, di lato, le cime innevate, davanti Massimo che detta il
ritmo, ti senti sicuro, nessuna paura, nessun timore. Le gambe procedono con
voglia i piedi si danno il cambio in perfetta armonia, le mani stringono i
bastoncini che aiutano il tuo andare. Si sale fino al primo ristoro, un vento
freddo ti entra dentro. Ti raffredda in un attimo, ti ricorda dove stai
correndo, benedici il materiale obbligatorio, che prima ti sembrava tanto e ora
ti sembra essenziale, giacca vento a coprirsi. Massimo corre guardandosi
attorno, già immagina il suo Tor, lo vivrà tutto di un fiato, lo vivrà con la
passione di un bambino, quella passione vera senza malizia, quella passione
spontanea che ha dentro, che non ha bisogno di artifici. Con Massimo abbiamo
condiviso molti allenamenti, ci capiamo, nasce una complicità di gara che aiuta
ti da sicurezza. In mezzo ci sono i tuoi pensieri, i tuoi ricordi, i tuoi
obbiettivi. In alto c'è chi è venuto ad incoraggiare, qui capisci la passione
della gente per i suoi posti, sempre pronti al sorriso, all'applauso, al bravo.
Sono iniezioni di fiducia, che ti regalano adrenalina, che aiutano la tua testa
a non perdere il filo, a macinare chilometri senza domandarti quanti ancora ne
mancano, perchè quel numero che verrebbe fuori forse ti spaventerebbe.
36
km ristoro vicino, prima bisogna girare un laghetto e salire sopra attraverso
uno strappetto spacca gambe. Persone assiepate alla fine della salita
incoraggiano a gran voce. Scandiscono il tuo nome che leggono dal pettorale, ti
regalano un bravò, un super, courage. Li in alto la Manu, un urlo, il mio nome
gridato dalla sua voce, non l'avrei mai detto ma sentire la sua voce mi provoca
piacere.... però mantenete il segreto altrimenti.... sono finito...
Il
tracciato è duro, si scende a valle si arriva intorno i 1000 metri e dopo si
risale sopra i 2000, sali e scendi tosti. Tante discese infinite, con salite
che non finiscono più, vanno dritte in cielo senza zig zag, è una gara dura,
con Massimo ci diamo il turno anche nelle imprecazioni. Dal 51 km la corsa
cambia, diventa più selvaggia, più sentieri “montagnini”, salite tremende e
discese tecniche, dove le caviglie saltano da una roccia all'altra, cercando un
ritmo che non ti faccia sfracellare a terra e che allo stesso tempo non ti
rallenti troppo. In alto fa freddo, a valle fa caldo e il sole brucia il tuo
viso. Di tanto in tanto cerchi spunti in tutto quello che ti circonda, la
natura prima ti sfinisce e poi ti aiuta a continuare. Arriva la notte e con lei
il freddo. Sei stanco, i km cominciano ad essere tanti. Nei ristori ti godi
quel buonissimo brodo che ti scalda il corpo, che entra dentro e ti regala una
sensazione di benessere. I volontari tutti fantastici, li di notte con il
sorriso stampato, sempre pronti ad incitarti. Una scia luminosa si muove nella
montagna, spezzata in qualche punto dalla nebbia che oscura il tutto. Siamo li
io e Massimo, ci dividiamo sensazioni e confidenze di gara, ci aiutiamo a
vicenda, quando uno è stanco l'altro tira, ci alterniamo nell'incoraggiamento
reciproco, sappiamo entrambi che arriveremo in fondo, lo vogliamo, vogliamo il
traguardo, vogliamo la maglia da finischer. La mattina arriva senza preavvisi,
la montagna si risveglia, la notte è passata, la luce fa il suo ingresso,
illumina il tuo percorso. La montagna si riscopre, si mostra di nuovo, puoi
rinutrire i tuoi occhi della sua bellezza, nella notte hai apprezzato il suo
silenzio, ora il suo splendore. Sono sensazioni forti, sensazioni che ti
accompagneranno in questo viaggio e nei prossimi, sono attimi che al momento
non riesci a capire del tutto, ma ti rimangono bene impressi, li rivedi dopo,
quando tutto è finito, quando si spengono i riflettori sulla gara, quando ti
sdrai sul tuo letto a casa ancora pieno di adrenalina e il corpo anche se
stanco è ancora sveglio. Non vuoi abbandonare tutto quello che hai dentro hai
paura di perderlo, di non ricordare e quindi pensi e rivivi, rivivi tutto più
volte, passi tutto di nuovo, riordini le idee e le emozioni le metti via le
cataloghi, le fai tue ancora di più.
96
km, ultima salita e poi discesa con 8 km di piano finali. Salita devastante,
prima risalendo la pista da sci e poi risalendo il Col de Tricot, quello che
noi chiamiamo forcella loro chiamano col. Una salita incredibile durissima,
alla fine che ti mette alla prova, che ti sfinisce ma è l'ultima e si va su
senza fiatare, senza fermarsi, con Massimo insieme su con l'intento di vedere
il mondo dall'alto. Dura. Dura ma bella, incredibilmente bella, come la discesa
che ci aspetta dal lato opposto, discesa che ci porta giù a 1100 metri in pochi
km, oramai e fatta. Ultimi 8 km di piano forse i più brutti, quelli infiniti,
quelli che non passano mai.... ad attenderci una folla, passiamo in mezzo ,
bastoncini alzati e applausi, tanti applausi, mi sento come il vincitore, sono
il vincitore della mia sfida, Emozionante, il pubblico, l'atmosfera, il mio
amico Massimo di fianco, i miei bastoncini alzati, gli occhi gonfi e il cuore
fiero, ci sono è fatta, in fondo sotto l'arco la Manu, sento il suo grido
inconfondibile, mi emoziono.... è stata dura, mo ho vissuto qualcosa bello da
raccontare.... è stato bello.... linea è passata questa volta il viaggio e
compiuto.... una birra per favore !!!!!!
Massimiliano
Tebaldi
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